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I bianconeri sono apparsi stanchi, imprecisi e confusionari: in pochi hanno fatto bene, ma prendersela con il tecnico per il poco ricorso al turnover non è corretto.

Purtroppo per lui, Antonio Conte è stato buon profeta: aveva detto, prima della vigilia, che la Juventus avrebbe potuto risentire contro la Roma delle fatiche spese martedì in quel di Glasgow, e così è stato. A prescindere dalla polemica dell’allenatore sul giorno in più di riposo che non è stato concesso ai bianconeri, è evidente come le tossine accumulate nella notte di Champions non siano state affatto smaltite.

La trasferta scozzese è stata dispendiosa e pure parecchio, in termini sia fisici che nervosi. Ecco perché, dopo un buon primo tempo vissuto però senza grossi acuti, nella ripresa la squadra Campione d’Italia è andata in difficoltà, venendo tramortita dal missile terra aria scagliato da quel grandissimo campione che risponde al nome di Francesco Totti.

LA PARTITA | ROMA-JUVENTUS 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

ROMA
8
5
44%
3
2
3

JUVENTUS
5
3
56%
6
3
7

Alla Juventus è mancata la lucidità, e lo si è notato nei numerosi passaggi sbagliati, nella lentezza nel far girare la palla, nell’imprecisione di parecchi lanci. Ed è mancata la forma fisica, elemento preponderante di questa formazione, di cui c’è stata carenza assoluta. Manifesto perfetto di ciò è la prestazione di Arturo Vidal, uno degli emblemi della squadra di Conte.

Il cileno è apparso sulle gambe, assente, e non ha mai dato sfoggio della sua forza imperiosa: ciò ovviamente non sta a significare che è colpa dell’ex giocatore del Bayer Leverkusen se i bianconeri hanno perso. Semplicemente, se non gira a dovere uno come lui, vuol proprio dire che la situazione del momento era davvero deficitaria.

Del resto, a guardare l’intero match, si capisce come pochi elementi siano stati meritevoli della sufficienza, vale a dire Bonucci, Buffon, Caceres e, forse, Pirlo. Per il resto male tutti, chi più chi meno, compreso il baluardo Barzagli che, pur non avendo colpe specifiche in occasione del goal, non è stato il solito muro invalicabile.

Qualcuno, nel post partita, ha rimproverato a Conte il mancato avvicendamento dei ‘soliti’ titolari. Ci sentiamo di dissentire e spieghiamo il perché. Anche di recente, la Juventus ha dimostrato che, nel momento in cui è stato fatto massiccio ricorso al turnover, i risultati sono stati poco soddisfacenti. Basti pensare alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio, dove la presenze di troppe ‘riserve’ nell’undici di base la si è notata, in negativo, alla resa dei conti. Inoltre va anche detto che Conte ha sostituito Marchisio e Peluso con Pogba ed Asamoah, dunque qualcosa, in termini di rotazione dei giocatori, è stata fatta.

Per farla breve, imputare la sconfitta della Juve al poco turnover e, di conseguenza, ad Antonio Conte, ci pare esercizio troppo superficiale e riduttivo. In conclusione, quella della Juve contro la Roma è una sconfitta che ci può pure stare, viste anche le circostanze: le giustificazioni del caso, questa volta, è lecito concederle come non mai. Anche perché, ad onore del vero, va riconosciuto come i capitolini abbiano disputato una buona partita, comportandosi da squadra, a differenza dell’andata.

Il problema sta però nella classifica, con il Napoli che, vincendo domani contro la Sampdoria, si porterebbe a -2 in classifica. Bisogna dunque assolutamente non sbagliare più un colpo, quantomeno in attesa dello scontro diretto, previsto in terra campana il giorno 1° marzo. Adesso la Juventus deve ricominciare da Glasgow, partendo dalla quantità del miglior Vidal e dalla qualità del solito Pirlo. Essere allarmisti non serve a niente: basta tenere alta la guardia ed in questo, Antonio Conte, sa essere ottimo maestro.

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