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I rossoneri trionfarono nel 1990 grazie allo stato di grazia dei suoi tre olandesi, la Vecchia Signora svetta in cima alla nostra ideale classifica grazie a 'Le Roi' Michel.

In principio furono le infuocate sfide di andata e ritorno tra Europa e Sudamerica, poi venne il turno di Tokyo e di quelle dirette via satellite che costringevano i tifosi a puntare la sveglia prima dell'alba, infine arrivò la FIFA con il suo nuovo torneo a cavallo tra Brasile, Giappone ed Abu Dhabi. Sia che si chiami Coppa Intercontinentale o Mondiale per Club, il fascino di questa manifestazione è, comunque, sempre ineguagliabile. Così, ora che ci avviciniamo all'epilogo dell'edizione 2012, perché non rivivere le cinque sfide più esaltanti che hanno assegnato il titolo mondiale a livello di club? Dalle magie del trio olandese del Milan ai lampi di Zico e Pelé, per finire in bellezza con quella leggendaria maratona dal dischetto tra... Scopritelo voi.

Milan-Olimpia Asunción 3-0 (1990)

È questa una delle pagine più esaltanti dell'era-Berlusconi. Il Milan, trascinato da un ispiratissimo Marco van Basten, straccia i paraguayani dell'Olimpia Asunción dopo un'autentica dimostrazione di calcio-spettacolo. Parte bene l'Olimpia, ma sono i rossoneri a passare grazie ad un poderoso colpo di testa di Frank Rijkaard su perfetto cross di Ruud Gullit. Nel secondo tempo, si scatena Van Basten. Prima coglie un palo pieno sul quale Giovanni Stroppa è abile a mettere dentro il 2-0, dopodiché si inventa un micidiale pallonetto che si stampa sul palo alla destra del portiere avversario. Fortuna del Milan, ecco spuntare Rijkaard, che con uno spettacolare tuffo di testa ribatte in rete la palla del 3-0. Così si gioca solo in paradiso.

Flamengo-Liverpool 3-0 (1981)

È storia di 31 anni fa il trionfo del Flamengo di Zico sul formidabile Liverpool dominatore della scena europea. Il samba dei brasiliani ubriaca i rivali già dai primi minuti di gioco, quando Zico, in quel momento probabilmente il più grande giocatore del mondo, inventa un assist al bacio per il centravanti Nunes, abile ad anticipare il portiere Bruce Grobbelaar. Passano pochi minuti e il Flamengo raddoppia. Punizione-bomba di Zico, Grobbelaar respinge con fatica ed ecco spuntare il centrocampista Adílio, il più lesto a ribattere in rete per il 2-0. Verso la fine del primo tempo, il goal che chiude definitivamente i conti. Il solito, indiavolato, Zico serve Nunes sul filo del fuorigioco, e per il numero 9 del Flamengo è un gioco da ragazzi battere il portiere avversario. Nella ripresa i carioca si limitano a gestire il vantaggio, così Zico può sollevare al cielo di Tokyo la prima e unica Coppa Intercontinentale della carriera.

San Paolo-Barcellona 2-1 (1992)

A 500 anni dalla scoperta dell'America, ecco una nuova ondata di implacabili Conquistadores. Sono i campioni del San Paolo, protagonisti di un'edizione memorabile contro il Barcellona di mister Johan Cruijff. I brasiliani schierano talenti straordinari come il giovane Cafu, l'ex torinista Müller, il fantasista Raí (fratello minore del compianto Sócrates) e poi l'anziano Toninho Cerezo. Dall'altra parte, a nobilitare la compagine blaugrana, ecco il libero Ronald Koeman, il funambolico Hristo Stoičkov, il regista Pep Guardiola e l'ex juventino Michael Laudrup. La gara è un continuo susseguirsi di capovolgimenti di fronte che vede il San Paolo imporsi con un fin troppo striminzito 2-1. Dopo la prodezza iniziale di Stoičkov, tocca a Raí salire in cattedra. Prima insacca con il petto un preciso cross di Müller, poi, nella ripresa, mette nel sette una punizione dal limite. Per il San Paolo è solo l'antipasto in vista di un ancor più travolgente 1993, quando arriveranno, nell'ordine, Coppa Libertadores, Supercoppa Sudamericana, Recopa e un'altra Coppa Intercontinentale. Chapeau!

Santos-Benfica 3-2 / 5-2 (1962)

La Coppa Intercontinentale del 1962 è, prima ancora di Santos contro Benfica, Pelé contro Eusébio. Le due stelle più splendenti del panorama calcistico mondiale danno infatti vita ad un duello colossale passato alla storia. All'andata in Brasile (all'epoca il trofeo veniva assegnato con la formula delle due sfide), il Santos coglie un prezioso 3-2 che testimonia tutta la tenacia del Benfica, abile a non farsi intimorire dalla bolgia del Maracanã. Il ritorno in Portogallo, in un Estádio da Luz gremito all'inverosimile, vede esplodere la furia dei brasiliani, con Pelé autore di una sontuosa tripletta che si va ad aggiungere alle perle di Coutinho e Pepe. Di Eusébio e Santana le inutili reti del Benfica. Finisce 5-2 per il Santos in una grande notte di sport.

Juventus-Argentinos Juniors 6-4 d.c.r. (1985)

Ma nessuna sfida potrà mai superare, in fatto di emozioni, goal e spettacolo, Juventus-Argentinos Juniors dell'8 dicembre 1985. I favoriti delle vigilia sono proprio i bianconeri di Giovanni Trapattoni, che possono contare sulla classe di Michel Platini e sulla solidità di un reparto difensivo impreziosito da Gaetano Scirea, Antonio Cabrini e Sergio Brio. Dopo un primo tempo di studio, sono però gli argentini a trovare il vantaggio grazie ad un bel pallonetto di Carlos Ereros. Passano pochi minuti e la Juve si riorganizza: Aldo Serena viene atterrato in area ed è calcio di rigore. Michel Platini va sul punto di battuta e trasforma: 1-1. Il francese decide quindi di prendere in pugno la situazione, così, poco più tardi, eccolo esibirsi in un goal da cineteca che chissà per quale motivo viene annullato dall'arbitro. La Juventus accusa il colpo e per l'Argentinos è un gioco da ragazzi beffare la difesa bianconera. Partita chiusa? Macché. A pochi minuti dal termine, con la forza della disperazione, Michael Laudrup, giovane asso danese, trova la rete del 2-2 dopo uno splendido guizzo personale. Si va ai supplementari, ma nulla cambia. Ai rigori, il portiere juventino Stefano Tacconi si trasforma in salvatore della patria neutralizzando due penalty argentini. Tocca perciò a Roi Michel Platini spiazzare il portiere avversario e dare a Madama una delle gioie più grandi della sua storia.

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