Sacchi sta (quasi) con Lippi: "A Parma la maleducazione è stata evidente. Ma se stai nel calcio devi saperlo..."

L'ex Ct si fa una risata sulle motivazioni della protesta del pubblico: "Volevano il gioco? Abbiamo un campionato me­diocre e vogliono una Nazionale spettacolare...".

Arrigo Sacchi (Foto Grazia Neri)
Lo sfogo di Marcello Lippi al termine del match contro Cipro tiene ancora banco, e se un predecessore del Ct azzurro come Dino Zoff non è stato tenero - "troppo arrogante, bisogna reagire con classe" - un altro ex tecnico della Nazionale come Arrigo Sacchi sta dalla parte del viareggino, sia pure non completamente.

"I cori del pubblico di Parma? Mi dispiace - risponde al 'Corriere dello Sport' - ma io non ascolto i beceri nè i maleducati. Parma è una città che amo, ma sta­volta la maleducazione è stata evi­dente. Non c'è stato nessun rispetto per i giocatori e per l'allenatore. Volevano il gioco? Mi dicano allora quali sono le squadre italiane che giocano bene. Abbiamo un campionato me­diocre e vogliono una Nazionale spettacolare... Non mi pare, fra l'al­tro, che il bel gioco sia richiesto nè dalla critica, nè dal pubblico. La stampa ha spesso incensato allena­tori che sul piano del gioco hanno dato pochino. Bastava il risultato...".

Ma se Sacchi comprende e ritiene valide le premesse della reazione lippiana, non può certo giustificarla, per un semplice motivo: "Io dico che se stai nel calcio de­vi sapere che termini come educa­zione, rispetto e conoscenza non so­no noti. E se lo sai, e decidi di resta­re nel calcio, devi accettarne le con­seguenze...".
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