No, Trap in Irlanda non è cambiato: "Non mi importa niente dello spettacolo, voglio risultati!". E con un Totti in squadra non è difficile che arrivino...

Il Ct del trifoglio dà sempre spettacolo in conferenza stampa: "Se un allenatore fa ronf ronf..."

Giovanni Trapattoni and Robbie Keane - Ireland (PA)
Giovanni Trapattoni non è cambiato di una virgola nella sua ultima incarnazione da Ct dell'Irlanda, e la cosa è un bene per tutti coloro che sono affezionati a questo eterno ragazzo con una passione infinita, ma soprattutto per i giornalisti d'Oltremanica, che si possono godere i consueti show in conferenza stampa del tecnico di Cusano Milanino.

Oggi la Nazionale del Trifoglio è impegnata in un fondamentale match contro l'ostico Cipro ed il Trap snocciola di nuovo il suo Verbo, ben noto a noi italioti... "Questo è un girone strano - premette all'inviato della Gazzetta dello Sport - Sulla carta l'Italia dovrebbe scappare via velocemente, ma quella di oggi non è ancora un'Italia mondiale. L'assenza di Pirlo, a esempio, pesa. Noi dobbiamo sfruttare questo equilibrio generale. Ogni punto può essere decisivo, per questo ripeterò fino alla noia che non mi importa niente del calcio spettacolo. Voglio risultati. Abbiamo l'occasione per far capire al calcio europeo che l'Irlanda è una storia seria. In Italia hanno già cominciato a parlare di noi. Cominciamo a fare paura... vorrei il Croke Park pieno".

E per centrare i risultati tanto cari a Trapattoni sarà imprescindibile l'apporto del giocatore simbolo di questa generazione irlandese, Robbie Keane, per il quale il Ct si gioca il jolly... "E' il mio Totti. Il mio capitano. Lui non si nasconde mai ed è sempre pronto a aiutare i compagni. Dite che segna poco? Vedrete che sarà decisivo contro Cipro. Si esalta nei momenti importanti. A proposito: perchè gli avete chiesto della crisi finanziaria americana? Robbie, lascia perdere le banche e parla di pallone. In questo momento i tuoi goal sono più importanti dei titoli in borsa...".

Il Trap non riesce proprio a non scaldare l'uditorio e dà il meglio di sè quando gli chiedono dell'importanza dei cambi durante la partita: "A volte bisogna gettare un sasso nella pozza. Avete capito? Un sasso muove l'acqua. Un allenatore non deve dormire. Lui fa 'ronf, ronf' e la partita finisce 0 a 0. Sbagliato. Un coach deve sempre essere sveglio e indovinare il cambio decisivo".


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