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Dopo aver riscattato Poli, per il Milan casi complicati: quelli di Albertazzi, Comi, Paloschi, Saponara e Verdi non saranno semplici da risolvere.

Dimmi il futuro e ti farò ricco, dice un vecchio proverbio. Da qui al 20 giugno le squadre italiane avranno due possibilità: o rinnovare di un altro anno (l’ultimo) le compartecipazioni, oppure risolverle. E’ chiaro che da queste operazioni dipenderanno future strategie di mercato e molte squadre potrebbero cambiare obiettivi e priorità. Ipotizzare ora cosa succederà, non è facile, ma proviamoci.

Il Milan ha 15 comproprietà in essere, due delle quali già risolte. Andrea Poli, infatti, è appena stato riscatto dalla Sampdoria per 2,5 milioni, più la seconda metà di Bartosz Salamon, che sarà dunque interamente blucerchiato. Giovane, italiano e dalla faccia pulita, Poli ha l’identikit giusto tracciato dal Milan e da Berlusconi.

In più, piace molto a Inzaghi, che ne ammira dinamismo e capacità di inserimento, doti che un interno di centrocampo deve necessariamente avere. Forse non sarà titolare indiscusso, ma certamente avrà grosse chances di giocare e cancellare la discontinuità di questo primo anno. Fin qui, i casi risolti. Ma ce ne sono anche di spinosi e incerti.

In questa casistica non rientrano certo quelli di Bertoni, Lora, Pacifico, Perucchini, Piscitelli, Saporetti, Valoti e Gori, tutti giovani in giro per l’Italia o ancora nel Settore Giovanile. I casi complicati sono invece altri. Quelli di Albertazzi, Comi, Paloschi, Saponara e Verdi, per esempio. In rigoroso ordine alfabetico.

Partiamo da Alberto Paloschi, il più discusso. Il Chievo è pronto a trovare ‘qualsiasi soluzione amichevole con il Milan’, come ha spiegato il ds Sartori, ma prima i rossoneri devono capire cosa fare. Inzaghi ha un debole per quello che aveva pronosticato come suo erede, ma in rosa ci sono già tre prime punte (Balotelli, Pazzini e Matri, che tornerà dal prestito) e a meno di cessioni importanti, di spazio per Paloschi non ce n’è. Dal suo riscatto o meno si capirà molto del futuro degli altri attaccanti.

Poi c’è Riccardo Saponara. ‘Il nuovo Kakà’, dicevano, è rimasto prigioniero di problemi fisici e di un carattere introverso. Non ha quasi mai visto il campo e difficilmente lo vedrà l’anno prossimo. Nel suo ruolo ci sono già El Shaarawy, Menez, Kakà, Honda e – forse – Taarabt. Troppi. Però il Milan crede ancora in lui, quindi il riscatto è possibile, così come un successivo prestito. Magari all’Empoli.

Difficile, se non impossibile, invece, rivedere al Milan l’anno prossimo Albertazzi, che con tutta probabilità verrà acquistato a titolo definitivo dal Verona, anche se l’esplosione tardiva di Darmian è un precedente che insegna e preoccupa.

Comi e Verdi, invece,  hanno posizioni simili, essendo entrambi a metà con il Torino. Il loro percorso di maturazione non è ancora completo, quindi è prematuro un loro ritorno a Milanello. I rapporti tra Milan e Torino sono ottimi e a breve ci sarà un incontro. La sensazione è che entrambe le posizioni possano essere congelate per un altro anno, a meno che il Milan non intenda sacrificarli per arrivare a qualche gioiello granata, come Darmian o Cerci.

Nell’operazione potrebbe anche essere inserito Nocerino, di ritorno dal prestito al West Ham. Il centrocampista non resterà al Milan, così come Niang (gli è stato detto di cercarsi una squadra), Didac Vilà e Traorè, tutti cedibili e sacrificabili. Il problema è trovare un acquirente.

Andranno via in prestito invece Rodrigo Ely (Avellino), Kingsley Boateng (Portogallo o Olanda per lui), Oduamadi, Fossati e Vergara (piste italiane ed estere per tutti). Lo scenario complessivo è questo, ma attenzione alle offerte last minute, ai possibili scambi e alle tentazioni, sempre dietro l’angolo, che solo il mercato può regalare.

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