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Non c'è bisogno di incontri, Conte e la Juventus si sono detti tutto: c'è solo da decidere, ma c'è distanza tra le parti.

  Romeo Agresti
Corrispondente Juventus per Goal Italia

Una partita a scacchi dall’esito imprevedibile. La vicenda Conte-Juventus bisogna leggerla in questa maniera, argomento complesso e scottante, caratterizzato da dichiarazioni che certamente non lasciano presagire nulla di buono. Intendiamoci, al momento nessuna decisione è stata ancora presa e il prosieguo di matrimonio è uno scenario tuttora in pista, ma complessivamente i dubbi rimangono e probabilmente, anche se non è una certezza, questa settimana sancirà le sorti delle parti chiamate in causa.

Non è solamente un discorso legato a investimenti e movimenti di mercato, in ballo ci sono una serie di punti da chiarire, i quali toccano anche fattori extracalcistici, tematiche comunicate nei giorni scorsi al presidente Andrea Agnelli, da sempre grande estimatore di Antonio da Lecce, vero artefice dell’approdo del condottiero pugliese sulla panchina torinese. E proprio il massimo dirigente zebrato, in più riprese, nelle ultime settimane ha avuto modo di confrontarsi con l’allenatore campione d’Italia, summit effettuati a Vinovo per cercare di sviluppare un progetto ambizioso e vincente, incontri che, almeno per il momento, non sembrerebbero aver convinto Conte, il quale continua a prendere tempo, trincerandosi dietro la più totale incertezza.

La Juventus non vuole cambiare condottiero, punta al rinnovo mettendo sul piatto un contratto fino al 30 giugno 2017 con conseguente aumento salariale, grande attestato di stima nei confronti di colui che è riuscito a riportare la Vecchia Signora nell’élite del calcio italiano, idolo del popolo dello Stadium, tecnico munito di idee vincenti e innovative, le stesse che vorrebbe confermare nell’Europa che conta. E proprio qui, giustappunto, emergono dubbi e malumori. Lui – l’allenatore – chiede investimenti per poter continuare a colmare il gap con le big.

Lei – la società – impossibilitata nell’acquistare qua e là con i soldoni, vorrebbe continuare a costruire passo dopo passo, magari avvalendosi di una cessione illustre. In tutto ciò, inoltre, bisogna menzionare la piazza, estasiata da quanto proposto nell’ultimo triennio, desiderosa di raggiungere prestigiosi traguardi pure in Champions League. E proprio qui, giustappunto, emergono dubbi e malumori (bis). Roba da togliere il sonno a Conte, strepitoso nel riportare in breve tempo Madama a certi livelli, gli stessi che però possono comportare, al di là degli oggettivi benefici, pretese inaspettate. Nulla è dovuto, tre scudetti sono arrivati grazie al duro lavoro (Conte pensiero); menù per palati fini a costi contenuti, piatti preparati da un piccolo cuoco diventato grande chef.

Conte si appresta a confrontarsi nuovamente con il presidente Agnelli e l’a.d. Beppe Marotta, parlare di incontro decisivo sarebbe errato in quanto, come dicevamo, le parti lo hanno già fatto e conoscono le rispettive posizioni. La distanza c’è, innegabile e resa nota anche dall’allenatore post vittoria sulla Roma, entrambe le fazioni vogliono continuare a vincere ma con percorsi differenti. Quello del club basa il proprio credo su pazienza e consapevolezza dei propri mezzi, mentre il tecnico, conscio anche lui del difficile momento economico italiano, punta sulla rivoluzione dell’organico e l’introduzione di un nuovo modulo, 4-3-3 o 4-2-3-1, congedando quegli elementi giunti al capolinea psicofisico.

Un ciclo sembrerebbe essersi concluso, in campionato sarebbe quasi utopistico puntare a migliorarsi, in Europa la prospettiva cambia ma richiede imprescindibili sacrifici. Conte ha maturato la convinzione del teorema della “pancia piena”, dell’appagamento globale destinato a sfociare nel fisiologico abbassamento di motivazioni. E per evitare di commettere errori grossolani, dunque, occorre sterzare bruscamente, cambiamenti da apportare per mantenere elevato il tasso di competitività. In definitiva: il salentino le sue idee le ha esposte a chi di dovere e queste ore, verosimilmente, sanciranno il dentro o fuori. Finale tutto da scrivere.

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