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ESCLUSIVA - Il corteggiamento del Monaco è stato respinto da Conte, già questa settimana l'incontro con la Juventus per il rinnovo del contratto. Si costruisce il futuro.

  Romeo Agresti
Corrispondente Juventus per Goal Italia

Nel Principato hanno deciso: via Claudio Ranieri al termine della stagione, dentro un tecnico fresco ed “europeo”. Non una novità per il 62enne mister romano, costruttore di progetti ma mai finalizzatore, accantonato nel londinese in favore di José Mourinho nel 2004, replay destinato a consumarsi, seppur con sostituto differente, tra qualche mese in Francia.

Nessun rimpianto, l’attuale allenatore del Monaco è ormai abituato a questi trattamenti, enfatizzati da chi guarda costantemente oltre il proprio orticello, distogliendo la concentrazione da quanto proposto tra le proprie mura.

E i biancorossi transalpini, indirizzati con grande convinzione al cambiamento della guida tecnica, hanno sondato finora sostanzialmente tre piste: Antonio Conte, Diego Pablo Simeone e Mauricio Pochettino; classe ’69, ’70 e ’72. Personaggi importanti che stanno facendo le fortune di Juventus, Atletico Madrid e Southampton, condottieri abili nel plasmare organici di spessore, ponendo alla base sempre un calcio gradevole e produttivo.

Musica per le orecchie del Monaco, intenzionato a impensierire il dominio del Paris Saint-Germain e, al contempo, a intraprendere un vistoso percorso di crescita europeo, vero obiettivo dell’imprenditore russo Dmitrij Rybolovlev, pronto a mettere mani, tanto per cambiare, al ricco portafogli.

Grandi colpi da consegnare al nuovo allenatore, investimenti da capogiro proiettati al sensibile rafforzamento dell’organico, nomi in grado di portare “tituli” nel Principato, questa la ricetta preparata per non soffrire quotidianamente il malessere parigino.

Ecco, allora, i sondaggi datati con Conte. Uomo giusto per cercare il salto di qualità, tecnico senza dogmi tattici, abili nel proporre schemi attraenti e innovativi, gli stessi che hanno portato tre scudetti e due Supercoppe Italiane nel torinese. Nel dettaglio.

A gennaio, avvalendosi di intermediari attivi sull’asse Italia-Francia, i transalpini hanno tentato l’approccio al tecnico leccese, mettendo sul piatto cifre importanti, garantendo acquisti da urlo. Insomma, tanti soldi da spendere e tanto denaro da guadagnare, concetto top che farebbe vacillare chiunque, proposta lontana anni luce dagli attuali standard italiani.

Eppure, nonostante la convinta azione biancorossa, Conte non s’è fatto allettare. Questo emerge dagli ultimi indizi raccolti da Goal Italia, questo emerge dalle parole pronunciate ieri dall’a.d. bianconero Beppe Marotta, il quale si è esposto in favore della continuità, la stessa che prevede nel leccese l’assoluto cardine del progetto zebrato.

D’altro canto, e non è un mistero, nei mesi scorsi le parti hanno iniziato a imbastire un probabile prolungamento di contratto, con conseguente idea di portare la scadenza dal 30 giugno 2015 al 2017, passo necessario da effettuare per allontanare qualsiasi dubbio. Tuttavia, campionato ed Europa League hanno rallentato questa trattativa, posticipandola a bocce ferme.

Conte, amante viscerale della Juventus, vuole continuare a vincere in Italia e contemporaneamente, pur considerando il gap con le grandi potenze, intende dare una dimensione europea alla sua compagine. Come? Lasciando partire le pedine giunte al capolinea psicofisico, rinnovando profondamente l’organico, sperimentando nuove situazioni tecnico-tattiche e, soprattutto, spalancando le porte di Vinovo a nuove pedine di spessore.

In corso Galileo Ferraris, pronti ad incontrare forse già in settimana il proprio allenatore, ancora una volta cercheranno di sposare i piani salentini. Blindare Conte – estendendo il legame lavorativo –
per Agnelli e soci rappresenta un obiettivo da centrare in maniera prioritaria.

Quel “continuiamo a costruire”, slogan pronunciato lo scorso 15 maggio, è stato rispettato in maniera totale. E in ottica futuro immediato, pur con tanti ragionamenti da effettuare, il prosieguo di matrimonio sembrerebbe essere l’unico cammino percorribile. Per il bene della Juventus, dei suoi tifosi e dello stesso Conte.

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