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ESCLUSIVA - I piani del Milan per la sostituzione di Seedorf: Montella il primo della lista, ma più facile arrivare a Donadoni o Spalletti. Con Inzaghi sullo sfondo.

  Gaia Brunelli
Corrispondente Milan per Goal Italia

La situazione è compromessa. Ormai è piuttosto chiaro. E’ vero che Clarence Seedorf ha sempre avuto il suo personale ufficio stampa anche da giocatore, ma è altrettanto vero che in un clima già difficile, forse, sarebbe stato meglio evitare di esporsi troppo. O quantomeno, l’allenatore del Milan avrebbe potuto concordare l’intervista d’accordo con la società.

E’ stata una mossa azzardata, ma Seedorf è fatto così. Nel bene e nel male. Lui si contraddistingue anche per questo. Forse uno dei motivi per cui Berlusconi ha scelto lui, è stato proprio il fatto che l’olandese è sempre stato un ottimo comunicatore. Ma le cose cambiano. E cambiano molto da giocatore ad allenatore. Soprattutto al Milan. Dove c’è comunque sempre grande attenzione a ciò che viene detto ai media.

Ecco perché l’avventura di Seedorf sulla panchina rossonera sembra essere giunta al termine. A fine stagione, sia chiaro. Però l’impressione è che il raggiungimento o meno dell’Europa League non sia poi così determinante. Galliani si sta già guardando intorno. Il suo pupillo Inzaghi è per il momento il prescelto. Ma Berlusconi dovrà ovviamente dire la sua. E, dopo aver tentato l’esperimento Seedorf che da calciatore si è subito trasformato in allenatore, forse scegliere Pippo Inzaghi potrebbe risultare nuovamente frettoloso.

Nonostante Superpippo abbia avuto esperienze con il settore giovanile rossonero – Allievi Nazionali prima e Primavera ora – potrebbe comunque essere comunque un rischio, soprattutto in vista di una ricostruzione totale della squadra. Ci vuole esperienza per formare e forgiare un gruppo che, con ogni probabilità, sarà quasi del tutto nuovo. Ecco perché quindi l’amministratore delegato del Milan sta pensando a delle alternative che possano dare garanzie in questo senso.

Il primo della lista è senza dubbio Vincenzo Montella. Alla Fiorentina ha dimostrato tutto il suo valore con una squadra nuova e tutta da plasmare. L’ex aereoplanino verrebbe volentieri a Milano, ma il problema sono i 7 milioni di euro di clausola rescissoria che avrebbe fissato la Fiorentina. E allora spunta, o meglio ritorna, il nome di Roberto Donadoni. “Il Milan ai milanisti”. E allora chi meglio di lui?

Si è contraddistinto con il Parma che tra l’altro in questo momento ha gli stessi punti del Milan e soprattutto, parlando con Ghirardi, potrebbe anche liberarsi per tornare in rossonero. Lo stesso presidente del Parma, qualche tempo fa, aveva ammesso che se qualche grande club avesse chiamato Donadoni, non avrebbe posto resistenza, comprendendo, di fatto, la voglia e il desiderio di allenare una grande squadra. Ecco che allora, forse, il nome più caldo è proprio il suo. Ma non solo.

C’è anche Luciano Spalletti che alla società rossonera è sempre piaciuto. E’ seguito fortemente anche dalla Juventus che, se dovesse perdere Conte, potrebbe puntare sull’ex allenatore dello Zenit. Per Spalletti un ritorno in Italia sarebbe la soluzione ideale anche a costo di ridursi l’ingaggio che percepiva in Russia. In ogni caso il Milan sembra più propenso a cercare un tecnico di esperienza, come detto, in prospettiva di una totale ricostruzione della squadra.

Montella ha un costo eccessivo, Inzaghi – senza dubbio uno dei predestinati – deve ancora crescere da allenatore, mentre Donadoni o Spalletti hanno tutte le caratteristiche necessarie per sedersi sulla panchina rossonera. Aldilà di tutto, la sensazione è che il Milan deciderà in fretta se continuare con Seedorf o meno, anche per dare modo all’eventuale nuovo allenatore di scegliere le strategie sul mercato estivo, nell’ottica di ricominciare da zero.

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