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Mauro Icardi e Mateo Kovacic sembrano essere ritenuti incedibili da Thohir, a meno di proposte 'irrifiutabili'. Attorno a loro sarà costruita l'Inter che verrà.

Potere ai giovani. L'input l'aveva dato già da novembre, Erick Thohir. Il presidente indonesiano che voleva e vuole costruire un'Inter fresca, nuova, con fondamenta solide economicamente ma anche tecnicamente. Puntando su quei ragazzi che possono dare garanzie tecniche per presente e futuro, simboli di un nuovo ciclo che si avvierà in estate anche grazie a chi rientrerà - come Mbaye o Bardi -, oltre a chi c'é già e ha chiesto chiarimenti nel momento più delicato della stagione.

Chiarimenti ottenuti per le colonne dell'Inter giovane, i talenti da crescere che rendono l'idea su un paradosso: nonostante si venga da ormai tre stagioni a livelli disastrosi, si può contare su un'ossatura di ragazzi dei primi anni Novanta promettenti. Da Juan Jesus ('91) a Mauro Icardi ('93), passando per Mateo Kovacic ('94) e lo stesso Mbaye ('94): loro sono il tesoro su cui l'Inter vuole costruire il proprio futuro.

In particolare, il caso più spinoso riguarda Kovacic. Il croato con la faccia tenera e i piedi d'oro ha spesso visto più panchina che campo con Mazzarri. Per questo, il suo entourage ha chiesto - solo due settimane fa - spiegazioni annunciandone l'insofferenza anche 'ufficialmente' ai dirigenti, insofferenza valida solo a livello tecnico ma non ambientale perché Mateo all'Inter sta benissimo. Detto, fatto: prime rassicurazioni avute, Kovacic più sereno, un'occasione da subentrato e una da titolare contro Bologna e Sampdoria che il croato ha sfruttato benissimo.

Vuole spazio anche l'anno prossimo, lo avrà: in settimana ci sarà un nuovo contatto tra gli agenti di Mateo e Piero Ausilio, perché l'Inter vuole confermarlo e fargli capire che la fiducia in lui è totale. Nonostante non manchino gli interessamenti dall'estero, che sia Bundesliga (Borussia Dortmund su tutte) o Premier League: Kovacic è il perno dell'Inter che verrà, Mazzarri lo sa e ne pretende la maturazione. Bastone (tanto) e carota (poca), metodo rischioso ma che non mette in discussione l'importanza del ragazzo nei piani della società. Che lo cederebbe solo di fronte a proposte 'irrifiutabili', asticella sopra ai 20/25 milioni di euro.

E se per Juan Jesus potrebbe presto arrivare un nuovo contratto, già nel cassetto da qualche mese ma non prioritario rispetto a Palacio e Guarin per ragioni di scadenza, la stessa sorte potrebbe toccare a Mbaye. Appuntamento in agenda per fine stagione, quando 'Ibra' tornerà dal Livorno e il suo agente Accardi discuterà con l'Inter per chiarirne piani tecnici e contrattuali, dato che i sondaggi - dalla Juventus al Monaco, passando per club inglesi - non mancano. Ma il gioiello che si sta mettendo in luce più di tutti è indubbiamente Mauro Icardi.

Segna a raffica, fa intravedere un processo di maturazione straordinario, è uno dei preferiti in assoluto del presidente Thohir ed è stato in grado di conquistare un posto da titolare con Mazzarri a suon di reti. Per lui, nessun problema contrattuale. Ma rassicurazioni, quelle le avrà: l'Atlético è seriamente interessato e ha un potenziale da compratore importante qualora dovesse vendere Diego Costa, Maurito è uno dei primissimi nella lista di Simeone. Un nuovo contatto con il suo entourage ci sarà in settimana, chiacchierata per poi rivedersi a fine stagione.

Quando a Icardi verrà ribadita la fiducia assoluta (tanto più che si è leggermente raffreddata la pista Morata dopo l'esplosione di Maurito, punta simile allo spagnolo del Real, ma un attaccante arriverà lo stesso) e la cedibilità esclusivamente se di fronte a proposte irrinunciabili, esattamente come per Kovacic e come per tutti i giocatori della rosa. Ma l'Inter sui suoi giovani vuole puntare, da Mateo a Mauro, le colonne del presente e del futuro.

Solo cifre importanti possono portarli via, di certo non la volontà del club e di Walter Mazzarri, che - se confermato a fine stagione - darà le sue garanzie tecniche a tutti prima del ritiro. Ma questi giovani non sono un problema; bensì una risorsa, una soluzione. E avranno presto sempre più potere nella giovine Inter di Erick Thohir.

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