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Kakà, è tentato dall'opzione USA, e deciderà il suo futuro solo a giugno. Ma il presidente del Milan Berlusconi è pronto a scendere in campo per convincerlo a restare.

Restare al Milan un altro anno o accettare da subito la corte dell'Orlando City, e trasferirsi a giocare negli Stati Uniti? Il dubbio amletico di Ricardo Kakà non fa dormire sogni tranquilli ai tifosi rossoneri, che appena la scorsa estate avevano riabbracciato il loro beniamino, uno dei pochi a salvarsi dalla stagione certamente deludente della squadra di Allegri prima e Seedorf poi.

Il numero 22 brasiliano è stato sempre l'anima della squadra e l'ultimo ad arrendersi sul campo, e sono bastati pochi mesi per rinsaldare il legame con i suoi fans, che lo adorano. Ma la tentazione americana c'è ed è reale: ad Orlando lo aspettano a braccia aperte ma il club rossonero spera di convincerlo a rimanere.

Sicuramente la conquista di un piazzamento europeo renderebbe più semplice le cose: la squadra è reduce da 3 successi consecutivi ed è intenzionata a proseguire la striscia vincente per conquistare la qualificazione alla prossima Europa League, che non sarà la Champions, ma è pur sempre una competizione che ha il suo fascino e il suo prestigio.

Kakà ha inoltre ottimi rapporti con l'a.d. con delega alle Finanze, Barbara Berlusconi, che proprio di recente era in missione in Oriente per diffonder ulteriormente il marchio Milan e che sarebbe intenzionata proprio a porre il brasiliano al centro di una serie di progetti commerciali e di marketing.

La società, insomma, è convinta della bontà tecnica e della spendibilità della sua immagine per la conquista di nuovi mercati, se è vero che il numero 22 è stato scelto come primo volto della nuova campagna pubblicitaria di Fondazione Milan, ovvero 'Play For Change'. Bisogna considerare inoltre che l'Orlando City giocherebbe nella MLS solo a partire dal 2015, e che attualmente milita nella terza serie nordamericana.

Tanti segnali inducono quindi all'ottimismo, l'ostacolo principale è rappresentato al momento dall'ingaggio, che in assenza della Champions si ridurrebbe del 20%. Il club rossonero sarebbe però pronto a giocarsi una carta che potrebbe rivelarsi vincente: il presidente Silvio Berlusconi in persona, infatti, secondo quanto riferisce stamane 'Il Corriere dello Sport', è pronto a scendere in campo per convincere Kakà a restare la prossima stagione.

Del resto, tra i due intercorre un legame speciale, una confidenza che solo un ristretto gruppo di giocatori ha avuto nel corso degli ultimi anni. Ecco perché le parole di Berlusconi avranno un peso non indifferente in questa partita. E, alla fine, davvero la mozione degli affetti potrebbe prevalere su quella meramente economica.

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