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Il presidente del Torino, Urbano Cairo, fa chiarezza sul futuro del club granata: "Su Darmian, Cerci, Immobile leggo molte falsità. L'obiettivo è non accontentarsi".

La stagione del Torino volge al termine, in casa granata adesso è tempo di bilanci. Sognando ancora la qualificazione alla prossima Europa League e con un occhio preoccupato al calciomercato. Tante, infatti, le sirene per i gioielli di casa alla Sisport.

Il presidente Cairo, intervistato da 'Tuttosport', prova però a tranquillizzare la piazza, assicurando: "Per i giocatori di proprietà, come Cerci e Darmian, io sono contentissimo se restano al Toro. Ma, e il discorso ora vale in particolare per Cerci visto che Darmian non ha mai espresso volontà di andarsene, se arrivasse ai giocatori un’offerta irrinunciabile, come già accaduto con Ogbonna, io non voglio tarpare le ali a nessuno e quindi affronterei il contenuto della proposta".

Discorso diverso, invece, per il capocannoniere Immobile: "E' a metà con la Juventus e dovremo sederci a un tavolo assieme per concordare che fare. Ribadisco che un altro anno con noi non potrebbe che giovare a Ciro, gli darebbe forti benefici e gli permetterebbe di consolidarsi ad alti livelli. E mi pare che anche lui sia di questo avviso. Ma c’è un passaggio a livello che va superato. Sui giornali, però, leggo tantissime falsità".

Il futuro del Torino è già ben delineato: "Partiamo da una buona base di elementi di proprietà, giovani e bravi. Poi abbiamo alcuni prestiti con diritto di riscatto che stiamo valutando. Ecco, queste sei partite non sono proprio un esame, per questi ragazzi rappresentano una grande opportunità. Una volta fatte queste valutazioni, vedremo come completare al meglio la squadra per avere quel qualcosa in più. Per fare un altro colpo di reni e per aggiungere la ciliegina sulla torta".

Cairo quindi si sofferma sugli obiettivi stagionali: "Abbiamo un minicampionato di sei  partite, l’obiettivo è fare più punti possibili. Ovvero avere sempre, contro avversari più abbordabili o meno, l’approccio giusto. Sarebbe un grande segnale di ulteriore maturità. La salvezza è stata raggiunta, ora siamo a 45 punti, ci sono sei partite con un calendario alla portata e le più forti già alle spalle. Il nuovo traguardo è ottenere il massimo. L’Europa? Se capita saremmo tutti contenti".

Il presidente spiega poi il rapporto speciale che lo lega al tecnico Ventura: "Ha conoscenze, come ama dire lui, capacità, esperienza per raggiungere gli obiettivi. Difatti finora non ne ha mancato uno. Tra noi c'è un grande rapporto, grazie anche a Petrachi che ha avuto un ruolo notevolissimo. Ventura ha dato a me cose che non avevo e io credo di aver fatto altrettanto.

Lui ha saputo chiedermi i giocatori che voleva senza pretendere la luna, ha saputo farsi accontentare, mi ha insegnato a costruire la squadra nei tempi giusti. Io credo di avergli trasmesso la voglia di arrivare, di salire sempre. La voglia di ottenere di più che aveva dentro e doveva solo tirare fuori".


Infine Cairo apre alla moviola in campo: "Sono favorevole, se rigidamente regolata con buonsenso. Degli arbitri, com’è noto, non parlo più. Loro vanno in campo, fischiano quello che vedono, noi da fuori vediamo e ci dobbiamo adeguare".

E promette: "L'anno giusto per il progetto Filadelfia? Sì, assolutamente. Anzi, vi annuncio che con la Fondazione Mamma Cairo sto lavorando a una cosa, i cui dettagli non posso ancora svelare, che ci farà risparmiare del tempo. Un contributo in più che darei e che imporrebbe un’accelerata di quattro, cinque mesi".

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