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Il PSG sarebbe pronto a pagare 80 milioni per Pogba, per la Juventus difficile resistere: né ragioni tecniche, né di cuore, a decidere sarà solo un freddo calcolo economico.

Stasera la Juve tornerà in campo contro il Lione, nel suo stadio, per raggiungere quella tanto agognata finale di Europa League che darà lustro al calcio italiano, servirà al ranking europeo, ma soprattutto contribuirà a quel processo di crescita di consapevolezza, autostima ed esperienza internazionale della squadra.

Giusto per restare all’attualità e fare un parallelo fin troppo semplice, prima di arrivare alla semifinale di Champions League l’Atletico Madrid è passato da due finali di Europa League (vincendole, tra l’altro). Sono step fondamentali per una squadra che vuole tornare nell’élite, che vanno affrontati al massimo: un club come la Juve, con la rosa che ha, non può permettersi di scegliere. E, questo, semplicemente se si guarda al lato tecnico, perché se dovessimo guardare a quello economico sarebbe pure inutile rimarcare l’importanza che riveste il superamento del turno.

Una finale di Europa League a Torino ti porta in casa il Mondo, una vittoria ti aiuta a trattenere e convincere altri campioni (e pure altri sponsor). Per questo, se proprio dovessimo scegliere, saremmo quasi portati a considerare un successo europeo (ancorché se nella “coppa di riserva”) decisamente più importante, blasonato e redditizio di un tris in una Serie A sempre meno attraente.

E’ probabile che questa sera alla Juventus Stadium risuoni nuovamente il coro “Non si vende Pogba”, perché – come è ovvio – ai tifosi i campioni non bastano mai. E non c’è dubbio che il francesino – sebbene stia attraversando un naturale periodo di appannamento – lo sia già un campione. A soli 21 anni fa numeri da fuoriclasse (ma li faceva già a 19 anni), ha una presenza fisica allucinante e una saggezza tattica da veterano: quando parte palla al piede è elegante come una ballerina della scala ed efficace come un coltello nel burro delle difese avversarie. Certo, a volte si specchia troppo, altre rischia tanto in zone del campo dove sarebbe meglio evitare, ma se fosse perfetto sarebbe un extraterrestre.

Verratti può diventare un grande giocatore, Pogba è un campione che può scrivere la storia
Qualche tempo fa, senza timore di smentita, ci eravamo arrischiati a considerarlo il migliore centrocampista del Mondo oggi, ma in prospettiva pure per i prossimi 10 anni sicuro. Ovvio, con tutte le avvertenze del caso (se non si monta la testa, se la fortuna lo assiste, etc etc), ma giusto per fare un paragone a noi vicino, rispetto a Verratti – grandissimo prospetto che già gioca titolare in Champions League nel PSG delle “figurine” – stiamo parlando di due giocatori su pianeti diversi. Verratti può diventare un grande giocatore, un ottimo metronomo del centrocampo, un clone di Pirlo (ma mai con la sua qualità e la sua intelligenza tattica probabilmente), Pogba è già un campione che può scrivere la storia. Tutto questo per chiarire la stima per il giovane francese.

Ora, però, vale la pena interrogarsi: davvero “non si vende Pogba”? Chiaro che se la società potesse permetterselo, la risposta sarebbe fin troppo scontata. Allora rigiriamo la domanda: la Juve può permettersi di tenere Pogba? Qui le certezze vengono già meno.

Ad ottobre Andrea Agnelli s’era espresso così: “Se arrivasse una grande offerta non penso che in questo momento la Juventus abbia la forza per trattenere un simile giocatore”, facendo poi una parziale retromarcia in marzo: “Pogba è un giocatore straordinario, un patrimonio dell’umanità. La nostra è una società compratrice, non una società venditrice”. Concetto ribadito qualche giorno fa anche da Marotta, che però ha anche tenuto a precisare: “Se arriveranno offerte valuteremo”. E ancora: “Rispetto all’anno scorso la perdita di bilancio è aumentata”. Sui conti, naturalmente, pesa l’uscita prematura dalla Champions League, ma se cedi i campioni il rischio è di entrare in un circolo vizioso. A meno di non investire oculatamente e proficuamente i soldi che quella cessione eccellente ti porta.

Pogba è un giocatore da 80 milioni, tanto sarebbe disposto a pagare il PSG, ai quali bisognerebbe aggiungerne altri 50 di ingaggio lordo per il rinnovo quinquennale. Una bella cifra, ma non tale da garantirti l’acquisto di 2-3 fuoriclasse: per intenderci, non sono più i tempi di Zidane, quando con i 150 miliardi incassati la società bianconera rifece mezza squadra saccheggiando il mercato e portando a Torino una vagonata di campioni. Non è impossibile, perché al di là di quello che De Laurentiis sostiene, questa Juve è stata costruita con l’ingegno, più che col fatturato. Dovessi azzeccare altri acquisti alla Vidal (10 milioni), Tevez (10 milioni), Llorente (zero), lo stesso Pogba (zero) e Pirlo (zero), allora tutto sarebbe più semplice. Ma c’è anche il rischio di finire come il Tottenham, che incassati 100milioni per Bale ha sperperato tutto e si sta ancora leccando le ferite.

La sensazione, però, è che – purtroppo - la scelta probabilmente non sarà indirizzata né da ragioni di natura tecnica, né tanto meno di cuore, ma piuttosto da un freddo calcolo economico. Se nel calcio contasse solo il cuore, Pogba sarebbe invendibile per i tifosi, per la Juventus, e – per quanto possa contare il nostro giudizio – pure per noi.

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