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ESCLUSIVA - Il presidente dell'Inter, Erick Thohir, era a Stamford Bridge per assistere alla sfida fra il Chelsea e il PSG: nel mirino Obi Mikel e Fernando Torres.

  Fabrizio Romano
Corrispondente Inter per Goal Italia

Viaggio a Londra. Annunciato, previsto e realizzato. Senza farsi vedere, niente riprese o scatti. Erick Thohir ha scelto il profilo basso per la sua missione inglese, ieri sera il presidente dell'Inter era in tribuna a Stamford Bridge: l'occasione giusta per gustarsi un Chelsea-PSG ad altissimo livello, fare un occhiolino a José Mourinho con cui una chiacchierata prima di diventare numero uno nerazzurro l'ha già avuta e tenere le pubbliche relazioni sempre attive.

Perché Thohir sa perfettamente quanto è importante incontrarsi in queste occasioni, farsi vedere dai vertici degli altri club, avviare dialoghi e discorsi. Per questo il d.t. Piero Ausilio vola spesso e volentieri all'estero. Per questo, Thohir con il suo braccio destro Fassone ha scelto il palcoscenico della Champions per una capatina Oltremanica. Innanzitutto perché c'è da dialogare con Michael Bolingbroke, direttore organizzativo del Manchester United che ET vuol portare via ai Glazer per assegnargli un ruolo nell'organigramma nerazzurro.

E il mercato? Ufficialmente non lo ammetterà, ma il tycoon indonesiano nelle sue chiacchierate con i dirigenti del Chelsea ha approfittato anche per tenere buoni quei rapporti che potrebbero tornare utili nelle prossime settimane. Quando i contatti dovranno decollare per capire davvero dove potranno finire alcune delle idee di mercato della sua Inter.

A cominciare da John Obi Mikel, che contro il PSG non c'era, indizio di come i piani di Mourinho non lo vedano affatto come un intoccabile. Ruolo che invece il nigeriano avrebbe all'Inter che ha disegnato Thohir con Mazzarri, anche nella riunione di domenica scorsa: perno ideale della mediana a tre, l'uomo giusto al posto giusto, uno dei nomi in lista con Casemiro, Javi Garcia, Nilton. Il problema sono i costi, dal cartellino a un ingaggio che supera i 4 milioni tra parte fissa e bonus. Per questo, parlarsi e dialogare sicuramente facilita quella che presto può diventare un'eventuale trattativa, ancora non partita.

Parole, saluti, pubbliche relazioni. L'Inter e il Chelsea hanno iniziato con Wallace - non un'operazione fruttuosa, quest'estate - e grazie al legame di Mourinho sono sempre in contatto. Da qui è nata la proposta di quel Fernando Torres che i Blues cederebbero anche in prestito, ipotesi confermata a Thohir proprio ieri: il Nino può partire, ma per il pagamento di parte del pesantissimo stipendio da parte del Chelsea bisognerà quantomeno aspettare,

Abramovich non vuole regalare un giocatore che ha pagato 58 milioni tre anni fa. Se non dovessero esserci alternative per la cessione di Torres, che comunque non rientra più nei progetti dello Special One, allora l'Inter potrebbe lavorare a questa ipotesi. Sempre che tra Dzeko (difficilissimo), Morata (tutt'altro che facile, ma più avviata come operazione) o novità dei prossimi mesi (da non escludere) non trovi il suo bomber prima che a Londra liberino lo spagnolo. Può diventare un'occasione intrigante, non è ad oggi una prima scelta. Come Obi Mikel, un affare difficile.

Piste non semplici da seguire ma perfette per il piano di Thohir: prendere giocatori di caratura internazionale a prezzi non folli, così da poterne pubblicizzare anche l'immagine nel mondo ed in particolare in Asia. Con queste missioni tutto può facilitarsi. Fa parte della nuova era dell'Inter, dalla comunicazione all'internazionalizzazione del club. Buon viaggio, presidente Thohir. Il primo di una lunga serie...

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