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Stangata Barcellona: violazione regole Fifa, niente acquisti per 2 sessioni... ma ecco il ricorso

La Fifa ha imposto al Barcellona il divieto di fare mercato in entrata per 2 sessioni a causa della violazione delle norme sulla compravendita di Under 18. Multa di 370mila euro.

Bruttissima notizia per il Barcellona. Il club catalano è stato punito dalla commissione disciplinare della Fifa per aver violato le regole internazionali sulla compravendita di dieci Under 18, poi finiti nella famosa cantera. La sanzione è di quelle durissime: divieto di condurre operazioni di calciomercato in entrata per ben due sessioni e in più un'ammenda pecuniaria di 450mila franchi svizzeri (370mila €).

Correggendo il primo comunicato emesso, la Fifa, attraverso un proprio portavoce, ha precisato che il club catalano potrà vendere senza problemi i propri giocatori nelle prossime due sessioni di calciomercato, e che il blocco riguarderà solo gli acquisti.

Nella fattispecie di un'eventuale trattativa Vidal-Sanchez con la Juventus, ad esempio, non sarà possibile che il centrocampista cileno vada a giocare nel club blaugrana, mentre sarà possibile cedere l'attaccante ai bianconeri.

Le indagini erano in atto da tempo e riguardano i trasferimenti di una serie di calciatori minorenni al Barcellona nel periodo tra il 2009 e il 2013. Secondo l'articolo 19 del regolamento Fifa in materia, i trasferimenti internazionali dei giocatori sono consentiti soltanto per quegli atleti che hanno compiuto 18 anni.

I trasferimenti di minorenni sono permessi solo in tre casi-limite, che vengono valutati da una Commissione istituita ad hoc. Il Barcellona ha ora 90 giorni di tempo per regolarizzare la posizione dei calciatori in questione. La Fifa ha deciso inoltre di sanzionare anche la RFEF, ovvero la Federcalcio spagnola.

Acquisti interdetti fino a giugno 2015, dunque, per un Barcellona a cui sarà vietato comprare calciatori nelle prossime due 'finestre'. I blaugrana, a questo punto, potranno ingaggiare soltanto calciatori svincolati. I catalani, tra l'altro, avevano già praticamente definito - senza depositare i contratti - gli ingaggi di Ter Stegen e Halilovic per la prossima stagione. Curioso che l'ingaggio del giovane trequartista non fosse stato ratificato del tutto proprio in attesa del suo 18esimo compleanno.

Una situazione simile capitò alla Roma nell'estate 2005 per irregolarità nell'acquisto di Mexes e si è ripresentata qualche anno più tardi con il Chelsea, punito (e poi scagionato) per l'acquisto di Kakuta.

Il Barcellona entro la serata doveva decidere se ricorrere o meno in appello ed comunicato ufficiale nel quale si annuncia il ricorso non si è fatto attendere. I blaugrana hanno elencato ben 14 punti che a loro dire non metterebbero in dubbio la loro innocenza.

In uno di questi il Barça ricorda come aiuta le famiglie di molti giocatori sostenendoli nell'integrazione e nella crescita sociale, che la Masia è stata sempre dipinta come un modello da seguire e che i tanti candidati al Pallone d'Oro che militano nel club sono un riconoscimento anche da parte della FIFA del lavoro svolto dalla società.

Per questi ed altri motivi il Barcellona presenterà il ricorso alla FIFA e intraprenderà misure preacuzionali per preservare i diritti del club. Secondo quanto stabilito dalla Fifa, i motivi per l'appello possono essere "la non corretta determinazione dei fatti o l'erronea applicazione del diritto". Il Barcellona e la RFEF potrebbero ricorrere, in ultima istanza, alla Corte Arbitrale dello Sport, il Tas, qualora dovessero vedersi respinto il proprio ricorso in appello.

Dal canto suo il governo spagnolo, per bocca del presidente del Consiglio Superiore dello Sport, Miguel Cardenal, ha voluto sottolineare come la tutela dei minori costituisca una priorità assoluta. "Non mi pronuncio perché non conosco i dettagli, - ha detto dopo la diffusione della notizia - ma la tutela dei minori è una priorità e il governo spagnolo è pienamente impegnato in questo".

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