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ESCLUSIVA - Considerato un grande colpo di mercato quando è arrivato all'Inter, Kovacic in nerazzurro ha trovato pochissimo spazio. Continuando così potrebbe essere addio.

  Fabrizio Romano
Corrispondente Inter per Goal Italia

Da enfant prodige a caso. Quante cose cambiano in un anno, ripensare al Mateo Kovacic di un anno fa porta alla mente l'immagine di un ragazzino classe '94 che si era preso sulle spalle la moribonda Inter di Stramaccioni. Un anno dopo l'Inter è moribonda quasi allo stesso livello, meno disastrata ma comunque mai convincente. Ma quel diamante con gli occhi azzurri e i piedi buoni è scomparso. Kovacic non è felice, lo ha fatto sapere pubblicamente e rincara più volte la dose con chi lo conosce.

Perché lo spazio per lui è pochissimo, quando c'è viene vissuto con poca spensieratezza e molta, troppa paura di essere incolpato. Venticinque presenze in campionato di cui diciassette da subentrato e quattro con sostituzione, numeri di una via Crucis sotto l'era Mazzarri che è diventata un incubo lungo un anno per quel Kovacic che fino a dodici mesi fa rappresentava il tesoro dell'Inter di oggi e di domani, l'indiscusso talento a cui affidare le chiavi per presente e futuro.

Eppure, con Walter iniziò tutto per il meglio. Tanta fiducia in ritiro, un buon avvio di stagione fino a quei troppi errori in fase difensiva che hanno avvicinato Kovacic più alla panchina che al campo. Immaturo lo è, sotto molti aspetti. Ma Mateo vuole più spazio, vuole dimostrare di poter crescere, vuole maturare davanti a tutti e cercare quel primo gol che anche mentalmente lo lascerebbe libero di spiccare il volo. Soffre, quel Kovacic che fu cigno, oggi involuto a brutto anatroccolo. Che a maggio compirà 20 anni prima di fare le valigie per il Mondiale. E il futuro quale sarà? L'entourage del croato ne raccoglie quotidianamente la sofferenza.

Il ragazzo all'Inter si trova bene, gradisce squadra e ambiente. Naturalmente, però, si sente penalizzato dal poco spazio che c'è per lui in una fase determinante della carriera. Per questo, l'agente ha già posto all'Inter le condizioni per il futuro: se le cose dovessero restare così anche all'inizio del prossimo ritiro, qualora dovesse restare Mazzarri, Kovacic si sentirebbe pronto a considerare una cessione di fronte a offerte serie. Pronti a valutare tutto, a meno che - con Mazzarri o chi per lui - non venga garantito un impiego ben diverso al giocatore e al suo agente già dalle prime settimane di lavoro per la nuova stagione.

Una valutazione non da poco, quella di Kovacic. Che adora l'ambiente Inter e vuole onorare quel 10 sulle spalle. Vuole dimostrare di valere molto, non vede l'ora di farlo al Mondiale con la sua Croazia, ha già preparato la valigia: sarà titolarissimo e stellina di una squadra intrigante, il palcoscenico giusto dove dimostrare a tutti chi è. Perché Kovacic non batte i pugni sul tavolo, non vuole scappare o arricchirsi: vuole semplicemente giocare e sentire fiducia da parte del proprio allenatore, questo pretenderà a inizio anno prossimo. Valutazioni che dovrà fare Mazzarri o un suo eventuale sostituto (ipotesi considerabile se l'Inter dovesse perdere il treno per l'Europa) con la società, di fronte al parco centrocampisti e al progetto tecnico. Se venissero poste le basi per un'altra stagione ai margini, Kovacic non direbbe no all'addio.

Non sarebbe una prospettiva nuova, questa. Perché sul croato dai piedi d'oro c'è da tempo mezza Europa. A gennaio, bussò alle porte di Ausilio e all'epoca anche Branca la dirigenza del Borussia Dortmund. Un sondaggio con eventuale proposta discutibile da 24/25 milioni di euro tra parte fissa e bonus. L'Inter non ha voluto neanche un fax per presentare l'offerta: "No, grazie. Il ragazzo non è in vendita". Una posizione forte che dimostra come società e proprietà - Thohir in testa - credano nel ragazzo. Ma se nel progetto tecnico 2014/2015 non dovesse essere ritenuto indispensabile dall'allenatore, se quindi Kovacic prenderà questa posizione e se l'offerta importante dovesse ripresentarsi, l'Inter valuterebbe tutto. Specialmente se dovessero arrivare oltre 20 milioni, che rappresenterebbero una plusvalenza importante su circa 12 più bonus investiti nel gennaio del 2013.

Il tutto, però, partendo dal presupposto di voler tenere e lanciare Kovacic per il prossimo anno, facendo della sua comprensibile sofferenza attuale un punto di forza per il ragazzo, che non è un Ibrahimovic e in questo ambiente si trova benissimo. Tutto dipenderà dall'allenatore, dal club e dalla fiducia che verrà dimostrata al giocatore. Che intanto chiede di giocare e si godrà al massimo il Mondiale, quale migliore vetrina. Con mezza Premier League sempre pronta a seguirlo. E l'Inter che non vuole bruciarlo. Kovacic è insofferente e chiede spazio, palla a Mazzarri e alla società: l'enfant prodige va protetto e recuperato, al più presto. Onde evitare di mangiarsi le mani tra qualche anno.

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