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ESCLUSIVA - Emissari del PSG sono stati in Italia per studiare l'affare Pogba. 75 milioni non bastano, la Juventus però potrebbe essere interessata a Cavani.

  Romeo Agresti
Corrispondente Juventus per Goal Italia

Adesso non si scherza più. Il Paris Saint-Germain, dopo aver flirtato a distanza, è pronto a farsi vivo per Paul Pogba, gioiello di proprietà juventina, luccicante diamante di mercato destinato ad accendere le ardite fantasie estive, autentico fenomeno entrato prepotentemente nel mirino delle big europee.
 
Dalle parole ai fatti, confine sottile per il club transalpino, pronto a bussare alla porta di Madama con un valigia piena soldi e con un ricco, ricchissimo, quinquennale da proporre all’assistito di Mino Raiola. Già, il Re degli agenti, stranamente in silenzio in questo periodo, pronto ad incontrare la Juventus per accelerare il discorso rinnovo, già avviato, tappa programmata da diversi mesi.

E se, inevitabilmente, quando si muovono certe società il concetto di incedibilità assume contorni pressoché umoristici, per strappare il centrocampista 21enne dalle sapienti mani contiane occorrerà, senza tanti giri di parole, presentare la classica proposta irrinunciabile, cifra superiore ai 75 milioni tanto chiacchierati nelle ultime settimane, offerta che in corso Galileo Ferraris non prenderebbero minimamente in considerazione.
 
La Vecchia Signora sa di aver un campioncino destinato a diventare un campione, centrocampista tra i più forti in circolazione munito, vedi la giovane età, di ampi margini di miglioramento, convinzione che inevitabilmente allieta i pensieri bianconeri, in questo momento non orientati alla redditizia cessione, bensì costantemente proiettati alla valorizzazione di un imminente, ammesso che non possa già essere ritenuto tale, fuoriclasse mondiale.
 
A Parigi, però, non amano essere rifiutati, vogliono continuare a inserire campioni su campioni nel ricco organico guidato da Laurent Blanc, effettuando pochi investimenti ma di caratura notevole. E Pogba, neanche a sottolinearlo, rappresenta l’obiettivo principale per Nasser Al-Khelaifi, azionista di maggioranza del club francese, orientato ad affidare un ruolo di assoluto prestigio all’ex Manchester United, dentro e fuori dal campo.

Lo juventino, infatti, dal Paris Saint-Germain non verrebbe visto solamente come un possibile grande rinforzo per la linea metodista, bensì rappresenterebbe un punto di riferimento nostrano, un prodotto del proprio paese da mostrare con fierezza, ipotetico fiore all’occhiello di un parco giocatori a dir poco maestoso.
 
Raiola tace, Beppe Marotta e Fabio Paratici scrutano, il calcio italiano trema. Perdere Pogba, per il momento, è una suggestione mai valutata realmente in corso Galileo Ferraris; ma si sa, le vie di Mino sono infinite, quindi occorre drizzare le antenne e prepararsi a qualsiasi sviluppo.
 
Intermediari parigini, sbarcati nei giorni scorsi nel milanese, lavorano per studiare come imbastire la complessa, eufemismo, missione. Il denaro, in questo caso, potrebbe assumere contorni secondari, mentre mettere sul piatto intriganti contropartite tecniche, pur non essendo una scienza esatta, inevitabilmente scatenerebbe qualche riflessione.
 
Edinson Cavani, per esempio, è un nome che non lascia indifferente la Juventus, la quale a più riprese ha tentato di portare El Matador a Torino, missione fallita a causa degli alti costi.

Tuttavia, l’incertezza legata al futuro del bomber uruguaiano in Francia, confermata dal diretto interessato recentemente all’Equipe, crea interrogativi di svariato genere ed è risaputo che, Marotta e Paratici, operino quotidianamente per scovare importanti occasioni di mercato. Ogni riferimento a Tevez è puramente voluto.

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