thumbnail Ciao,

Kakà a sorpresa sul futuro: "Un giorno mi piacerebbe giocare in America. Al termine del campionato vorrei parlare con Galliani, non solo per una questione di bonus e di soldi".

Kakà medita una nuova fuga dal Milan. O quantomeno non la esclude, in un futuro non si sa quanto lontano. Il brasiliano, che stasera festeggerà le 300 presenze in rossonero, spaventa i tifosi in un'intervista rilasciata al 'Corriere della Sera': "Un giorno mi piacerebbe giocare in America. Al termine del campionato vorrei parlare con Galliani, non solo per una questione di bonus e di soldi".

Il lato economico, assicura, non inciderà nelle sue scelte professionali: "Ormai i soldi non sono la cosa principale per me, credo che questo si sia compreso. Voglio capire quali sono le idee della società. Comunque se devo cambiare, sarà America", è la 'minaccia' lanciata da Kakà. Un nuovo divorzio dal Milan, dunque, sembra all'orizzonte.

Il ritorno, ad ogni modo, è stato bello: "L’accoglienza è stata più calorosa di quello che potessi pensare mentre la stagione non è andata come mi aspettavo - ammette Kakà - Io però vedo le crisi come possibili momenti di crescita. Ricordiamoci che tutte le grandi squadre hanno avuto i loro problemi. Sono cicli, fanno parte del calcio e della vita. In nessun momento mi sono pentito di essere tornato. La mia è stata una scelta molto decisa e ne sono felice".

Al Real Kakà ha sofferto tanto: "L’esperienza di Madrid è stata devastante ma comunque fondamentale per la mia vita. Sono stati quattro anni difficili, sono sopravvissuto. Ho cercato di convincere Mourinho che ero importante per la squadra ma mi ha sfruttato poco. Io però ho sempre rispettato le sue decisioni e ancora oggi ogni tanto ci sentiamo. Non sono arrivato a Madrid già rotto. Nel 2009 ho giocato la Confederations Cup con il Brasile e sono stato il giocatore migliore. Dopo quattro mesi però mi sono ritrovato con la pubalgia, che per un calciatore è il peggiore dei problemi".

Gli inizi con Seedorf sono stati particolari: "Non riuscivo a chiamarlo mister, solo Clarence... Situazione divertente - sottolinea Kakà - Non mi pare che parli molto. Per lui questo è l’inizio e fino a quando non riuscirà a mettere in pratica le sue idee per forza di cose deve spiegarcele. Se gli ho dato dei consigli? Non mi piace prendere l’iniziativa, io non sono fatto così. Però se lui me lo chiede... Credo che Clarence non si aspettasse di trovarsi in una situazione così difficile".

Poi lo spazio pronostici, per così dire, sulla stagione rossonera e sul Mondiale: "Lo vince il Brasile, sicuro! Io non so se ci sarò ma tiferò comunque verdeoro. Dove arriverà il Milan? Ora dobbiamo pensare solo a fare più punti possibile, se ci riusciremo potremo rientrare in Europa", è la speranza di Kakà.

Sullo stesso argomento