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Ciro Immobile stronca le voci di calciomercato: "Il Toro mi ha dato fiducia, ha creduto in me e qui ho trovato l'ambiente perfetto. Mondiale? Se sarà no, pazienza".

Saranno sette e non otto i match a disposizione di Ciro Immobile per convincere Cesare Prandelli a portare l'attaccante del Torino ai prossimi Mondiali brasiliani. Squalificato per la sfida di domenica contro il Cagliari, l'ex Pescara potrà solo fare il tifo per i propri compagni dalla tribuna.

Ancora a metà con la Juventus e nonostante le lusinghe di diversi club, Immobile non sembra avere nessuna intenzione di tradire i colori granata: "Il Torino è la società giusta per me - ammette a 'Tuttosport' - a prescindere da discorsi legati al futuro. E’ la società che ha puntato su di me, che mi ha voluto e che ha creduto in me".

Immobile prosegue: "Ringrazio il presidente Cairo, il direttore Petrachi, le persone che mi hanno portato al Toro. E ringrazio il tecnico Ventura che mi ha sostenuto, sempre, e mi ha dato fiducia fin dal primo giorno di ritiro. Non vedo proprio perché ora dovrei dire: vado via".

Il suo duello a distanza con Mattia Destro per una maglia azzurra ma non solo. Immobile vuole guardare lontano: "Avevo semplicemente bisogno della fiducia del club - ammette - e a Torino ho trovato l’ambiente perfetto. Società, compagni e tifosi mi hanno aiutato, mi hanno fatto sentire importante. Avevo semplicemente bisogno di questo e a Torino l’ho trovato.

"A Roma purtroppo il mio gol non è bastato. Sì, è stato bello però è servito davvero a poco. Sono scivolato sull’azione del 2-1, ho perso il pallone e loro con un passaggio sono arrivati in porta. Purtroppo è andata così. Prandelli ha preso appunti? Se il ct deciderà di chiamarmi per il Mondiale -
conclude Immobile - sarò felicissimo, altrimenti pazienza".

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