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Il patron dell'Inter, Erick Thohir, ha parlato del calciomercato che sarà: "Sagna ci piace, dipenderà da lui. In attacco potrebbe arrivare uno fra Dzeko, Morata e Torres".

Se l'attuale costituisce per l'Inter una stagione interlocutoria di transizione, la prossima per il club nerazzurro sarà a tutti gli effetti quella del rilancio. Il presidente Erick Thohir, intervistato in esclusiva da 'La Gazzetta dello Sport', ha annunciato una grande campagna acquisti estiva, pur nel rispetto dei parametri del fair-play finanziario.

Per quanto concerne il colpo Vidic, il patron indonesiano ha affermato: "E' stato bravo Ausilio. E’ un merito di tutti, anche se poi sono io che mi assumo il rischio finale. Senza dimenticare che per il discorso dell’età media di 26,5 anni per la prossima stagione, con Vidic, Palacio ed eventualmente Sagna ci sarebbe posto soltanto per un altro giocatore oltre i trent’anni. Non saranno più di quattro".

Preso Vidic, come parametro zero potrebbe arrivare Sagna dall'Arsenal: "Non sono abituato a fare annunci se non c’è un contratto firmato. - ha premesso il magnate indonesiano - Posso solo dire che Sagna ci piace e che a questo punto dipende tutto solo da lui. Gli annunci si fanno solo quando c’è la firma. Come quello per il rinnovo di Palacio. Se non dovesse arrivare il francese prenderemo un giovane".

Gli investimenti consistenti riguarderanno tuttavia altri reparti: "Il grande investimento verrà fatto in attacco o a centrocampo. - ha assicurato Thohir - Dzeko, Torres e Morata? Sento anch'io girare questi nomi, magari uno dei tre arriverà per davvero. Eto'o? Non mi conosce e quindi è giusto che faccia riferimento a Moratti. Però a noi serve equilibrio e con Palacio oltre i trenta e Icardi molto giovane, l’attaccante che verrà dovrà avere un’età di mezzo...".

In casa nerazzurra continua a tener banco anche la questione rinnovo per il capitano Javier Zanetti: "Ne parleremo tutti insieme a fine maggio, anche con Fassone e Ausilio. - ha annunciato Thohir - Zanetti mi ha solo chiesto se avrebbe avuto un ruolo nel management . Gli ho ripetuto che adesso deve solo concentrarsi sul campo. Anche perché non vorrei che i compagni avessero la sensazione che il capitano si stia preoccupando del suo futuro più che del suo presente".

E sui criteri che la società nerazzurra seguirà sul calciomercato, Thohir ha tenuto a precisare: "Se prendo o tengo un giocatore è perché risponde a tre parametri fondamentali: tecnico, economico e di marketing. Se per fare il grande acquisto servirà una cessione eccellente? Non è detto. Intanto a fine stagione abbasseremo di molto il tetto ingaggi. E poi potremmo prendere anche un giocatore in prestito, il che non renderebbe necessario cedere uno dei nostri migliori in rosa".

Si passa all'aspetto societario, sul quale Thohir ha sottolineato che nessun dirigente può sentirsi sicuro del posto: "Sono tutti sotto esame. - ha affermato l'imprenditore indonesiano - E per spiegarle meglio questo concetto, le dico che è sotto esame lo stesso Williamson, che ho voluto (collocandolo espressamente in Italia, ndr) come responsabile delle risorse umane, degli aspetti finanziari e legali. È giusto avere fiducia in tutti, ma anche che ognuno risponda del proprio operato. Con questo però non voglio essere frainteso: al momento sono molto soddisfatto del lavoro di tutte e tre le persone che mi ha nominato".

"Ma
- ha precisato Thohir - faccio continue verifiche con tutti. Mazzarri ha ancora un anno di contratto, tuttavia è il primo a sapere che sarà necessaria una ulteriore programmazione: anche l’ultima volta che sono stato a Milano gli ho detto quanto sarà importante pianificare, pur ribadendogli di dover rimanere concentrato anzitutto sul presente".

Sul tecnico nerazzurro, Thohir ha quindi aggiunto: "Io e Mazzarri dovremo conoscerci ancora meglio, ma questa cosa non è vera in assoluto: questo è un anno di transizione e per il tecnico era importante essere il più concreto possibile alla prima stagione con noi". Una puntualizzazione anche sul ruolo di Ausilio: "E' il responsabile di tutta l’area sportiva: non solo dello scouting, ma anche della prima squadra e della Primavera. - ha evidenziato - E’ lui che a fine stagione dovrà eventualmente venire da me e dirmi se serve qualcun altro: non sarò io che andrò a chiederglielo".

Thohir ha rivelato poi come a suo modo di vedere sono andate le cose nel mancato scambio Guarin-Vucinic con la Juventus. "Intanto quella trattativa è stata portata avanti dai dirigenti e non dalle rispettive proprietà. - ha spiegato - Per l’Inter nel breve periodo poteva essere una buona operazione, ma poi abbiamo valutato che non lo sarebbe stata nel lungo periodo. Allora ho chiamato i miei uomini e ho detto che non mi risultava che avessimo chiuso, visto che non avevo firmato nulla. I giocatori avevano già fatto le visite mediche? Questo non significa nulla: nel contratto dello stesso Vidic abbiamo inserito una clausola per cui lui dovrà essere in grado di giocare almeno un certo numero di gare".

E sul ruolo avuto dai tifosi, l'indonesiano ha detto: "E’ ovvio che non possiamo accontentarli sempre, ma in quella occasione avevano ragione loro. E’ giusto rispettarli, anche se non bisogna fare tutto ciò che dicono. Le telefonate fra me e Agnelli? Intanto bisogna considerare che tra Italia e Indonesia c’è un fuso orario che a volte rende impossibile rispondere in tempo reale a determinati messaggi".

"Io non ho mai preso un impegno definitivo per lo scambio
- ha assicurato - e comunque poi mi sono scusato per aver dovuto bloccare la trattativa. Quello che rimane sbagliato è rendere pubblico un messaggio privato: sono dovuto intervenire per difendere il nome dell’Inter". Non mancano alcune curiosità sulla figura di Moratti e il modo con cui dall'Indonesia riesce a seguire le gare dell'Inter.

"Massimo Moratti mi ricorda moltissimo mio padre Teddy. - ha dichiarato - Le gare? Il più delle volte cerco di essere a letto entro mezzanotte e mi sveglio per la partita, che vedo in una sala appartata della casa. Poi verso le cinque torno a dormire un paio d’ore. Il DC United? Al momento i miei sforzi sono concentrati sull'Inter".

Thohir è fermamente convinto della bontà del suo progetto ed è sicuro che i risultati presto arriveranno: "Considererò il mio progetto fallito se l'Inter non sarà tornata in Europa. - ha spiegato - Anche in Europa League. Meglio se da subito, anche perché nella prossima edizione potrebbero esserci diversi grandi club europei. E l’Inter ha bisogno di fare le coppe non solo per una questione economica, ma anche di prestigio. Ovvio poi che io punti a fare la Champions League entro il 2016: ma questo l’avevo già detto...".

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