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ESCLUSIVA - L'idea di Thohir per la nuova Inter è quella di affiancare ad Ausilio una figura nuova: da scartare le piste che portano a Sabatini, Berta e Leonardo.

  Fabrizio Romano
Corrispondente Inter Goal Italia

Era scritto nel destino. Marco Branca da due giorni non è più il direttore dell'area tecnica dell'Inter. Dodici anni dopo, il suo motorino che schizza all'esterno della sede di Corso Vittorio Emanuele e le sue pochissime parole non faranno più parte della quotidianità nerazzurra. Eppure - appunto - era scritto.

Branca è venuto a saperlo direttamente da Massimo Moratti, nel mese di settembre, quando si è ufficiosamente definito l'accordo di massima per la cessione del club a Erick Thohir poi formalizzato ufficialmente il 15 novembre.

Il dt è sempre stato tra i principali accusati dalla tifoseria in questi anni di pessima gestione nel post-Triplete, fino a sfociare nella contestazione della Curva Nord nello scorso gennaio in cui gli attacchi a Branca sono diventati davvero pesanti. Ma ormai era già tutto deciso. Da quei giorni a cavallo tra novembre e dicembre, i primi di Thohir da presidente, quando l'indonesiano - come vi raccontammo su Goal - aveva voluto incontrare tutti meno che Branca. Per lui ci fu un discorso a parte, in privato, in cui il tycoon ha chiarito di non vederlo come una figura integrata e integrabile nel suo nuovo corso ideato a partire dalla prossima estate.

Da qui, l'idea di un patto che è suonato quasi da scommessa professionale: dati i tempi ristretti, mercato di gennaio con chiavi in mano a Piero Ausilio e Branca ancora al suo fianco, con molti meno poteri. Si va avanti così. Ma è troppo ridimensionante per chi ha liberamente guidato una Ferrari per dodici anni di era Moratti vedersi condotto su un taxi con Ausilio (con cui il rapporto è sempre stato ottimo) alla guida che finirà la propria corsa già di certo in estate. E allora nessuna incidenza nell'affare Hernanes, neanche la faccia messa sull'operazione (poi saltata) Guarin-Vucinic, un'unica scommessa personale come rivincita: Luis Nani all'Inter. Questo è stato il solo affare a cui Marco Branca ha lavorato in primissima persona, l'ultimo da dirigente nerazzurro. E si è concluso tutto senza andare in porto. Tempistiche sbagliate, operazione gestita senza convinzione e in modalità errate.

Non c'erano più stimoli, non c'era più motivo di andare avanti con una lunga via Crucis fino a giugno. L'affetto per Moratti rimane e rimarrà. Da quel momento, però, Branca ha deciso di discutere la propria buonuscita direttamente con gli uomini di fiducia di Thohir, ponendo fine anticipatamente rispetto all'estate a quello che era un contratto a tempo indeterminato. L'Inter indonesiana aveva deciso di metterlo da parte, di cancellare il suo volto dalle operazioni di punta del club, persino dalle presentazioni ufficiali fin da quello che fu il primo pranzo di Thohir ad Appiano. Branca - che in queste ore ha salutato con affetto anche Mazzarri, una scelta su cui ha puntato molto - non c'era. Adesso, non c'è proprio più.

E all'Inter inizia la vera rivoluzione. Quella che fa cadere le teste anche storiche, quella di una nuova proprietà che comincia a prendere in pugno anche la situazione dirigenziale. In questo momento, non è altrettanto in pericolo la posizione di Marco Fassone: Thohir lo stima e non si sta pensando a una separazione, in estate poi tutti saranno in discussione. Meno di tutti, Piero Ausilio. Che adesso prende la scrivania di Branca, meritata in questi anni e specialmente nell'ultima - ottima - finestra di mercato nerazzurra, dove la pessima gestione dell'operazione Guarin-Vucinic non è stata assolutamente figlia di sue colpe.

Ausilio prende l'area tecnica, inizia a costruire l'Inter del futuro a cominciare da Nemanja Vidic e dal rinnovo proprio di Fredy Guarin, due passi sempre più vicini a essere definiti. E chi arriverà per la successione? Non è un mistero - ve lo abbiamo raccontato - che Thohir abbia telefonato a diversi dirigenti a fine autunno per primi colloqui informativi: da Walter Sabatini che ha declinato fino a Andrea Berta dell'Atlético che ha scelto di rinnovare, passando per Leonardo che ha in mente un progetto più da allenatore che non da dirigente.

In questo momento, l'idea di Thohir è di riprendere a sondare diverse situazioni per l'estate così da affiancare una figura nuova a Piero Ausilio in un'area tecnica più completa. Potrebbe anche non essere un nome così noto, il giro di contatti ripartirà presto ma Ausilio avrà fiducia assoluta. E sarà molto più importante in quest'ottica il parere di Mazzarri: l'allenatore inciderà molto sul mercato e su ogni tipo di scelta nella tavola rotonda che da giugno vedrà presenti Thohir, Ausilio, Mazzarri e l'eventuale uomo nuovo nerazzurro. Un profilo ancora da individuare e non semplice da reperire, perché non totalmente libero di agire come può fare - ad esempio - proprio Sabatini alla Roma.

Saranno le settimane dei colloqui, delle idee e della grande riconferma per Ausilio che può iniziare a plasmare la sua Inter. E' una nuova era, senza Branca. Era tutto scritto da tempo. Per un nuovo destino.

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