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Calciomercato, salta lo scambio Vucinic-Guarin: l'Inter ha detto no, Juventus furiosa

L'Inter ha informato con una nota ufficiale di aver fatto saltare definitivamente lo scambio in programma con la Juventus tra Guarin e Vucinic. I bianconeri: "Sconcertante".

C'eravamo lasciati con il clamoroso scambio tra Mirko Vucinic e Fredy Guarin in dirittura d'arrivo, dopo la trattativa-maratona tra Inter e Juventus nell'intera giornata di lunedì, e con le parti che sembravano pronte al rush finale.

Tutto bloccato, invece, per decisione del club nerazzurro, che ha diffuso una nota ufficiale per spiegare il tutto: "FC Internazionale informa di aver deciso di non procedere nella trattativa con la Juventus per il trasferimento dei calciatori Fredy Guarin e Mirko Vucinic. Il Presidente Thohir, dopo essersi confrontato con il dott. Massimo Moratti, suo figlio Angelomario e con i dirigenti della Società, ha ritenuto che non sussistessero le condizioni, tecniche ed economiche, per il raggiungimento dell'accordo e ha già dato mandato ai responsabili dell'Area Tecnica di valutare altre opportunità di mercato, con l'obiettivo di rinforzare la squadra nel rispetto dei parametri economici imposti dal Financial Fair Play".

A seguire è arrivato anche il comunicato ufficiale della Juventus: "La società è concentrata sulla gara di Coppa Italia TIM e procederà alla valutazione e alla spiegazione dello sconcertante accaduto". Dove quell'aggettivo, "sconcertante", riassume da solo lo stato d'animo esistente in casa bianconera.

Indubbiamente importanti le tante motivazioni che spingevano verso la chiusura dell'operazione. Sistemare il bilancio di entrambi i club con due belle plusvalenze il mattone fondante, più che mai importante in regime di 'fairplay finanziario'. Senza contare la volontà fortissima di entrambi i giocatori ed il gradimento esplicito da parte degli allenatori.

Stamattina si era ripartiti dopo una notte di riflessioni e timori. In mattinata tutte le parti in causa hanno ripreso a trattare in un hotel milanese, ultimi ad arrivare gli agenti di Guarin, dopo che Lucci - che assiste Vucinic - era già arrivato. Beppe Marotta si era in seguito diretto verso Roma, dove la squadra di Conte sarà impegnata stasera nell'attesissimo match di Coppa Italia contro la 'Lupa'.

Il nuovo summit era finito nel primo pomeriggio, con le parole fin troppo eloquenti da parte di Alessandro Lucci, agente di Vucinic, all'uscita dall'hotel: "Bisogna aspettare tanto? Speriamo di no". Nessun commento sulla trattativa, inizialmente, da parte di Massimo Moratti, all'uscita dagli uffici della Saras: "Vucinic-Guarin? Non ne so nulla", aveva dichiarato il presidente onorario dell'Inter, acclamato dai tifosi presenti che hanno intonato il coro 'C'è solo un presidente'.

L'Inter, ad ogni modo, aveva già deciso di bloccare la trattativa. A farsi promotore del nuovo dietrofront Erick Thohir in persona, come appreso da Goal Italia. I nerazzurri chiedevano un robusto conguaglio, forse anche perchè indispettiti dall'atteggiamento di Guarin, che, come detto, spingeva per la chiusura e avrebbe addirittura minacciato di fermarsi fino a giugno se l'affare fosse saltato, come poi è successo.

Al limite, l'Inter avrebbe anche potuto lasciar andare il colombiano, ma non prima di essersi assicurata un valido sostituto: e in tal senso il primo nome sulla lista era quello di Hernanes. Molto ha potuto la Nord nerazzurra, che poco prima del comunicato del club aveva diffuso una sua nota: "La Curva Nord si sta recando in questo momento sotto la sede. Ci auspichiamo la presenza del maggior numero di persone".

E pensare che pareva anche essere stato superato l'ultimo scoglio esistente tra i due club, quello sul conguaglio: la Juventus sembrava aver accettato la condizione posta dall'Inter di non vincolare la cifra di 1,5 milioni, che i bianconeri dovrebbero aggiungere al cartellino di Vucinic alle presenze di Guarin da qua a fine stagione.

Invece non se ne farà più nulla: hanno vinto i tifosi, ha vinto Thohir. Ma per l'Inter, e per la sua immagine, non è stata lo stesso una bella giornata. Il durissimo comunicato della Juve ha fatto poi il resto.

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