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ESCLUSIVA - Il Milan ha centrato subito la vittoria alla prima gara di Seedorf in panchina, ma c'è molto da lavorare in sede di mercato: pronti due colpi, in difesa e in mediana.

Allegria e gioia. Il primo tempo del Milan è stato vissuto all’insegna della nuova filosofia di Clarence Seedorf. Sul fatto che l’olandese abbia riportato entusiasmo non ci sono dubbi, ma il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto a livello tattico. Il 4-2-3-1 era inevitabile per accontentare Silvio Berlusconi e la sua idea del gioco offensivo. I tre punti contro il Verona erano indispensabili per risalire in una classifica disastrosa e per dare un po’ di fiducia al gruppo. Ora, però, iniziano i dubbi. In primis sul mercato.

Mentre le altre big pensano a come migliorarsi, il Milan deve ancora ragionare su cosa serve. Fino a qualche giorno fa parlavamo dell’impellenza di un centrocampista per andare a colmare le lacune soprattutto in Champions League, dove saranno squalificati per la gara d’andata contro l’Atletico di Madrid sia Montolivo sia Muntari. Ora, però, con il nuovo sistema di gioco sembra che le priorità siano cambiate.

Intanto proprio per il ghanese potrebbe essere pronta un’offerta dalla Premier League, anche perché il suo utilizzo con la nuova gestione potrebbe venire seriamente ridimensionato. Voci parlano di un possibile interessamento dell’Hull City. A questo punto con De Jong, Montolivo, Poli, Nocerino e Cristante la mediana che prevede solo due posti da titolare, potrebbe essere completa. In realtà, però, si potrebbe migliorare. L’arrivo di Essien sarebbe più che mai gradito, soprattutto perché porterebbe esperienza e qualità da mettere subito in campo in Europa.

A quel punto Nocerino sarebbe destinato alla partenza e la Torino granata resta alla finestra. Oltre, dunque, al nuovo sistema di gioco, quello che è risaltato nella sfida contro il Verona riguarda il reparto difensivo. Non tanto perché si sia comportato meglio delle ultime uscite, quanto per la scelta degli interpreti. Il fatto che Zapata e Bonera siano partiti titolari può non lasciare perplessi, mentre invece l’ingresso nella ripresa di Silvestre qualche domanda la pone. Come mai l’ex nerazzurro è stato preferito a Rami, ma soprattutto a Mexes? Probabilmente l’ex Valencia viene visto più come un vice Zapata, ma la coppia titolare finora era quasi sempre stata quella composta dal colombiano, appunto, e Mexes.

Per il difensore francese sembra, dunque, imminente la cessione, atta soprattutto al risparmio del suo stipendio, uno dei più alti al Milan (insieme a quello di Robinho). Il Monaco sembra essere la destinazione più gradita e più probabile. In Francia alla corte di Claudio Ranieri, Mexes potrebbe trovare un posto da titolare e la possibilità quindi di giocarsi tutte le sue chances per andare al Mondiale in Brasile. Con la possibile partenza del francese, tornerebbe di moda la candidatura di Astori, inseguito ormai da tempo dal Milan.

Cellino ha dichiarato di essere pronto a cedere tutti e ha dato piena libertà al difensore azzurro. A questo punto il Milan potrebbe farsi sotto per assicurarselo e c’è poco tempo da perdere, visto che i due principali obiettivi, Nainggolan e Jorginho, sono finiti rispettivamente a Roma e Napoli che hanno preceduto ampiamente i rossoneri. Finora il Milan ha dimostrato di avere fretta solo nelle cessioni, tant’è che Matri in 926 minuti con il Milan ha segnato un solo goal, mentre in 45 in viola ne ha già siglati due.

Questione di stimoli e ambiente. Vero. Però l’entusiasmo di Seedorf, chissà, forse avrebbe fatto bene anche a Matri. La controprova non c’è, almeno fino a giugno. Meno male che Petagna ha dato quel pallone a Kakà su cui poi è scaturito il rigore con la scivolata di Gonzalez. Almeno per un secondo, quel passaggio del giovane rossonero ha fatto dimenticare la doppietta di colui che era costato 12 milioni in estate.

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