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L'attaccante del Milan, mai esploso in rossonero, potrebbe salutare già a gennaio. In pole resta la Fiorentina, ora però ci prova anche l'Inter. Sampdoria attendista.

Arrivato in estate dalla Juventus, Alessandro Matri sembrava destinato a vivere finalmente una stagione da protagonista con una big del nostro calcio. Quale migliore occasione per riuscirci? Quale migliore club che il Milan di cui è sempre stato tifoso? Quale miglior allenatore di Allegri, suo mentore già ai tempi di Cagliari?

Tutto vero, tutto giusto. Fino alla prova del campo. Sul rettangolo verde infatti l'ex bomber bianconero non ha mai convinto tifosi e società. La pazienza adesso sembra già finita e il divorzo, decisamente prematuro rispetto alla previsioni, è dietro l'angolo, come confermato qualche giorno fa dallo stesso Galliani, che adesso sogna l'asta.

A caccia di Matri si sono infatti messe parecchie società di Serie A, tutte in cerca di un attaccante che possa assicurare un discreto gruzzolo di goal. La prima, in ordine di tempo, è stata la Sampdoria, meta però non troppo gradita al giocatore. Ecco allora spuntare la pista Fiorentina, club rimasto orfano di Rossi e ancora in attesa del lungodegente Mario Gomez.

I rapporti tra Galliani e i viola sono tornati cordiali dopo le scintille della scorsa stagione dovute anche all'affaire Ljajic, la trattativa potrebbe decollare da un momento all'altro. Inter permettendo. Già, perchè proprio nel pomeriggio di ieri anche i cugini nerazzurri hanno bussato insistentemente per Matri, proponendo uno scambio di prestiti con il centrocampista Kuzmanovic. Il Milan dal canto suo ha preso tempo, pronto a rilanciare chiedendo uno tra Kovacic e Taider.

Sampdoria, Fiorentina, Inter ma non solo. Su Matri non sono mancati i sondaggi dalla Premier. West Ham e West Bromwich sarebbero infatti molto interessati ad un prestito del 9 rossonero. In questo caso però sarebbe lo stesso Matri a non essere convinto della destinazione. Davvero poca la voglia di attraversare la Manica e finire in Inghilterra. Il futuro dunque sarà in Italia: viola, blucerchiato o nerazzurro? Ai posteri l'ardua sentenza.

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