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ESCLUSIVA - L'Inter continua a muoversi sul fronte Lamela: contatti col giocatore e con il Tottenham, ma non è facile. Per l'esterno torna in auge l'ipotesi Vrsaljko del Genoa.

    Fabrizio Romano
Corrispondente Inter Goal Italia

Telefoni bollenti. Sempre. Marchio di fabbrica del calciomercato, anche sotto le feste. Messaggini di auguri? Sì, ma non solo. Perché i colpi che verranno nascono in questi giorni. Contatti, telefonate, sms, mail, idee, programmi, strategie. Passando da Londra. Perché il cuore del mercato dell'Inter pulsa in Inghilterra. Dove dalla prossima settimana si tornerà a lavorare per capire se il Chelsea per Fredy Guarin intende cominciare una trattativa ufficiale anche a livello verbale e non solo di chiacchierate, il primo fax da (almeno) 15 milioni in Corso Vittorio Emanuele non è mai arrivato.

Ma soprattutto, Londra dove Piero Ausilio e Marco Branca hanno concretamente chiesto informazioni al Tottenham per Erik Lamela. Il tarlo lo ha messo in testa l'agente del Coco, Pablo Sabbag. Perché non provarci? Lamela con Villas-Boas ha perso il sorriso, la panchina era diventata la sua migliore amica. E poi la lingua inglese, il clima, un campionato più fisico. Tanti elementi contribuenti a un risultato spiacevole: Lamela non sta valendo quei 30 e passa milioni di euro investiti dagli Spurs in estate. Con un particolare.

Quest'anno c'è il Mondiale, il Coco non vuole perderlo. Non vorrebbe però neanche fuggire dal Tottenham così, con il bollino del fallimento stampato sul collo. La sua soluzione ideale sarebbe cominciare a giocare un po' di più a White Hart Lane per dimostrare qualcosa. Non è d'accordo l'agente, consapevole che valorizzarlo da qui all'estate potrebbe consegnare all'Argentina uno dei 23 uomini che voleranno in Brasile; non è d'accordo la famiglia di Lamela, convinta che tornare in Italia sarebbe la soluzione ideale.

Una chiacchierata con uomini del Tottenham, da parte dell'Inter, c'è stata. Sia nel primo viaggio londinese di Branca e Ausilio, sia nei contatti che il direttore sportivo sta tenendo in questi suoi giorni in salsa british. Un tavolo tra amici, società legate da un buon rapporto costruito negli anni tra missioni di Champions o Europa League. Chiacchierata informale, insomma. Nella quale l'Inter ha anche chiesto informazioni per Kyle Walker, terzino inglese che piace moltissimo e da diverso tempo.

La risposta del Tottenham è stata secca, esauriente: non si muove nella maniera più assoluta. E anche qualsiasi discorso legato ad Alvaro Pereira finisce nel nulla, essendo l'uruguaiano una richiesta solo ed esclusivamente dell'esonerato Villas-Boas. Pazienza, ma il piatto forte era la frutta. Lamela, s'intende. La linea degli Spurs è comprensibile. Regalare adesso chi hai comprato ad oltre 30 milioni solo quattro mesi fa è una follia che nessuno può permettersi.

Sia a livello economico per i conti di qualsiasi club, sia di risonanza mediatica per la società (aspetto a cui il presidente Levy tiene molto). L'Inter lo prenderebbe volentieri in prestito, magari con un diritto di riscatto molto alto. Anche perché ha capito che le alternative non sono tantissime: Lamela a Mazzarri tecnicamente piace moltissimo, ma non è mai stato in cima alla sua personalissima lista per questioni tattiche. L'idea (ragionata) di un 3-4-2-1 con il Coco e Alvarez alle spalle di Palacio o Milito però è una tentazione considerabile e considerata, specialmente perché per Lavezzi da Parigi continua a esserci un muro da parte del PSG.

Il Tottenham però non fa regali. E per il momento ha preso tempo. "Risentiamoci più avanti, non prima del 10 gennaio", gli Spurs non hanno fretta. Per diversi motivi: vogliono che il nuovo allenatore, Sherwood, possa valutare il ragazzo e la sua funzione nel Tottenham che ha in mente lui, come vogliono capire se possono esserci altre proposte. Ci sarà tempo di valutare, nessuno sprint o trattativa decollata, insomma. Anche perché un problema serio sarebbe l'ingaggio di Lamela, che tra parte fissa e bonus sfora i 4,5 milioni.

Non pochi, dato che nell'Inter 'economicamente sostenibile' pensata da Erick Thohir il tetto non supererà i 3 milioni. Tanti aspetti su cui ragionare che rendono l'operazione decisamente difficile. Non lo sarebbe il convincimento del giocatore; sia perché su questo giocano l'agente e la famiglia, sia perché gli argentini dell'Inter hanno già fatto sapere a Erik di aspettarlo a braccia aperte a Milano, aria di casa e asado garantito ogni settimana. Insomma, toccherà aspettare.

Come anche per la questione esterno: Mazzarri lo gradirebbe molto, ne ha fatto una propria priorità. Ma l'idea dell'Inter è sfruttare un'occasione economicamente non esagerata, gestibile anche con gli incassi di chi potrebbe andar via come Pereira, Kuzmanovic, Mudingayi. Si proverà a ragionare con il Genoa per Sime Vrsaljko, i rapporti con Preziosi sono ottimi ma la soluzione low cost (una comproprietà o qualche contropartita nell'affare) non tenta il Grifone.

Perché Vrsaljko è un elemento ancor più valorizzabile, essendo molto giovane e tenendo molto a lui anche Gasperini. E soprattutto perché - dovendosene privare - il Genoa gradirebbe soldi cash. Se ne parlerà solo e se si sbloccheranno le situazioni in uscita per l'Inter, a quel punto decollerà il mercato in entrata. Non facile da impostare con questi criteri. Ma i telefoni restano bollenti.

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