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ESCLUSIVA - E' Fredy Guarin la chiave del calciomercato Inter: per il colombiano si attende sempre l'offerta ufficiale del Chelsea. Lavezzi, sogno per l'estate.

    Fabrizio Romano
Corrispondente Inter Goal Italia

Molto più di un semplice ago della bilancia. In questo momento, il mercato dell’Inter dipende essenzialmente da Fredy Guarin. Perché il messaggio del presidente Thohir a tutto lo staff dirigenziale – anche nell’ultimo vertice, a Milano – è stato chiarissimo: senza vendere, non si compra. E l’unico giocatore ad avere potenziali proposte concrete di livello economico importante, in questo momento, è il colombiano. Che tutta questa fretta di andar via non ce l’ha, anche se al Chelsea ha già fatto sapere che direbbe sì senza problematiche particolari.

Come quelle che il suo entourage ha con l’Inter, pendenze dell’operazione risalente ai tempi del Porto ancora da chiarire. L’agente di Guarin, Marcelo Ferreyra, è tornato in Sudamerica negli ultimi giorni. Un po’ di relax dopo la visita milanese che ha chiarito i punti dell’operazione: Erick Thohir aspetta un’offerta ufficiale del Chelsea per pronunciarsi sulla cessione in via definitiva. E il fax in Corso Vittorio Emanuele non è ancora arrivato, perché l’Inter chiede come minimo 15 milioni cash come base d’asta, cui magari affiancare qualche milioncino tra bonus, spese per gli intermediari e simili.

Il Chelsea temporeggia, vecchia legge del mercato: Branca ha bisogno di vendere, Guarin è l’unico che ha offerte, più passa il tempo e più si abbassa il prezzo. Gioco delle parti. Dai primi giorni di gennaio, riprenderanno i contatti diretti. Tra società e agenti, linea bollente sulla Milano-Londra, senza contropartite tecniche. Perché per adesso dall’Inter sono stati chiari: no, grazie ai vari Demba Ba di turno. Vogliono cash, i dirigenti nerazzurri. Soldi che serviranno per manovrare sui veri obiettivi che ha chiesto Mazzarri.

Perché se l’esterno può finanziarlo Pereira e se il centrocampista può arrivare a livello low cost tra gli incassi di Mudingayi e Kuzmanovic, l’attaccante è un discorso diverso. E se dovesse proprio privarsi di Guarin, Mazzarri vorrebbe un giocatore scelto da lui e non di certo inserito come pedina dal Chelsea, con tutto il rispetto per Demba Ba. Un nome a caso? Ezequiel Lavezzi, inutile dirlo. Ma come vi spiegammo un mese fa, in questo momento il sogno si scontra con la realtà: ad oggi, non si può fare.

Perché l’Inter i suoi contatti li porta avanti, sonda e si aggiorna, ma dal Paris Saint-Germain non sono chiari. Di più: il Pocho non si muove, men che meno in prestito. Servirebbe un’offerta importante per far traballare Nasser Al-Khelaifi già a gennaio. A meno che non sia Lavezzi a chiedere la cessione, cosa che fin qui non ha fatto per evitare problematiche come una panchina sistematica ‘punitiva’ che potrebbe costargli il Mondiale. Ezequiel vorrebbe l’Italia, è vero, ma probabilmente dovrà aspettare prima di salutare il PSG. In estate sarà tutto diverso, più facile, quando il prezzo lo faranno le prestazioni in Brasile.

E quindi, l’Inter che fa? Una telefonata – informativa, s’intende - per il Pocho non mancherà mai nel mese di gennaio. Ma la lista è ancora lunga, i nomi sono setacciati di continuo: da Dzeko a Jovetic, tutte ipotesi che l’Inter considererà con calma. Anche per capire se prediligere una prima o una seconda punta, in base al recupero di Diego Milito proprio in questi dieci giorni. L’attaccante, quindi, eventualmente arriverebbe solo dopo la cessione di Guarin (se il Chelsea andrà all’offerta ufficiale) e solo a gennaio inoltrato. Perché alla fine è Fredy il centro del mercato nerazzurro.

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