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ANALISI - A differenza della scorsa stagione, quest'anno Conte ha bene in mente chi sono i titolari veri della sua Juve e così già a gennaio potrebbero esserci cessioni illustri...

In Coppa Italia contro l’Avellino la Juventus praticamente manderà in campo la squadra B. Tolto qualche titolare schierato per riprendere minutaggio, Conte darà ampio spazio alle seconde linee. E, mai come quest’anno, il ritornello del “Qui sono tutti titolari” suona stonato.

Se guardiamo alle statistiche, infatti, è evidente che il tecnico ha eletto i suoi titolarissimi. Se l’anno scorso davanti c’era un tourbillon di attaccanti, finora Tevez conta 16 presenze su 16 partite in campionato (minuti totali 1.209), Llorente 13 su sedici (per 818 minuti). Quagliarella di deve accontentare di 300’, Giovinco di 230’ e Vucinic (un titolarissimo nelle passate stagioni) di soli 320’.

Io i miei giocatori me li voglio tenere sempre tutti - aveva detto il mister bianconero qualche tempo fa - ma dipende anche da loro. Se qualcuno mi viene a dire che non è contento, cercheremo di accontentarlo”. Se l’unica discriminante fosse realmente la soddisfazione personale e professionale, Quagliarella, Giovinco e Vucinic starebbero già bussando alla sua porta. E non a caso su Giovinco e Quagliarella le voci si sono rianimate negli ultimi tempi.

Un eventuale trasferimento di Vucinic sarebbe più complicato più che altro dalle ambizioni del montenegrino, che accetterebbe solo un top club (mentre quello di Giovinco si farebbe solo rispettando precisi parametri di bilancio per evitare minusvalenze). Chiaro che ogni uscita deve essere compensata da un ingresso, perché difficilmente Conte sguarnirà il reparto: non c’è più la Champions, è vero, ma paradossalmente l’Europa League è una competizione ancor più massacrante per formula (un turno in più), orari e gestione logistica.

Da qui il rincorrersi dei rumors a proposito di Biabiany, Menez, Lucas, Ibarbo e compagnia. Tra i reali esuberi, possiamo certamente annoverare Marco Motta (23’ disputati per lui finora) destinato a nuovi lidi già a gennaio. Tra i quasi certi partenti (anche a gennaio se si concretizzasse qualche abboccamento già esistente) uno tra De Ceglie e Peluso (più facile il primo, ma il nodo è sempre l’ingaggio), mentre a giugno si deciderà per Storari, Padoin (partirebbe subito solo in caso di arrivo di Nainggolan) e Isla (chcché si legga sui giornali, difficilmente subito a meno di offerte irrinunciabili).

Poi, c’è il mistero Caceres, ha un minutaggio addirittura inferiore a quello di De Ceglie (solo due gare piene), che paga qualche infortunio e forse anche il grave errore contro il Real Madrid: difficilmente, però, Conte deciderà di privarsi della sua grinta e della sua esperienza.

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