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ESCLUSIVA - La società Inter da un lato sta pensando a Criscito dello Zenit (c'è da piazzare Pereira), dall'altro lato lavora (ed è vicina) al rinnovo di contratto di Palacio.

    Fabrizio Romano
Corrispondente Inter Goal Italia

Il telefono squilla e squillerà ancora spesso. A bussare è lui, il mercato: ormai ci siamo, tappeto rosso e si comincia. Le trattative stanno entrando nel vivo. A cominciare dalle proposte. Come quella che è arrivata direttamente ai dirigenti dell'Inter, un'idea che è nata per incastri, spesso e volentieri il mercato gioca così.

Con Alvaro Pereira serve un esterno sinistro che non costi troppo? E allora perché non Domenico Criscito. Italiano, ancora giovane, nel giro della Nazionale. Con una matta voglia di tornare nel suo Paese, così da essere sicuro di un posto per Brasile 2014 e da poter dimostrare ancora alla Serie A tutto il suo valore. Quello che tra infortuni e parentesi sfortunate ha mostrato solo all'inizio della sua avventura allo Zenit San Pietroburgo. Bella, formativa, interessante e mai deludente con Luciano Spalletti come mentore. Ma ormai giunta al capolinea. Insomma, Mimmo Criscito all'Inter ci andrebbe più che volentieri.

Da qui nasce l'idea, incastri e sondaggi. E l'Inter cosa ne pensa? La risposta in questa chiacchierata informale è stata chiara: ci penseremo, con calma. Perché prima di tutto deve andar via Pereira. E non è semplice, perché anche un anno fa pareva dovessero essere ceduti con certezza Jonathan e Alvarez salvo poi rimanere a Milano, peraltro rivelandosi giocatori tutt'altro che modesti.

Ma l'uruguaiano è stato pagato fior di milioni dal Porto e una minusvalenza eccessiva non è tollerabile. Per questo, prima si cercheranno di capire i margini di cedibilità di Pereira con offerte realistiche e non telefonate prive di contenuti seri (Cska, Wolfsburg e compagnia). Poi, in quel caso, si valuterà anche Criscito. Che a Mazzarri piace molto e può essere un'idea, ma a quel punto si dovrà anche capire quanto potrà valutarlo lo Zenit. Ma il nome di Mimmo Criscito nell'agenda nerazzurra è stato appuntato.

Non nei primissimi posti, chiaro. Però può essere un'occasione. Anche perché sarebbe il giocatore stesso a fare pressione per partire, qualora l'Inter volesse davvero prenderlo. Ma per adesso non parte nessuna trattativa. Tutto in stand-by, "a risentirci" è la risposta di Branca e Ausilio.

Ben diversa invece è stata la risposta a Rodrigo Palacio. Che da quando Erick Thohir è diventato nuovo presidente, ha manifestato la volontà di sedersi a un tavolo per affrontare con serenità assoluta e senza richieste particolari la vicenda del suo contratto. Una sorta di dialogo informativo per capire quanto e come l'Inter intendesse puntare su di lui nel futuro, scadendo nel 2015 l'accordo tra le parti. La replica è stata chiarissima: Palacio non si muoverà. Per Mazzarri e per tutta la società è semplicemente fondamentale, l'accordo di massima per il rinnovo è in dirittura d'arrivo.

Dopo le prime chiacchierate, le parti si sono trovate praticamente d'intesa per un contratto fino al 2017. Rinnovo biennale con possibile opzione per il terzo anno, ultimo cavillo da considerare ma che non pregiudicherà l'affare. Per Palacio, protagonista straordinario anche quest'anno, ci sarà anche un ritocco all'ingaggio che tra bonus e parte fissa accarezzerà i 3 milioni di euro.

Le prime strette di mano sono arrivate, bisognerà completare tutto ma nel 2014 verrà formalizzata l'intesa. Per Palacio, il telefono non squillerà più. La segreteria è impostata con una parola sola, per chi dovesse chiamare: "Intoccabile". Senza richiamare più tardi, grazie.

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