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Fra poche settimane riaprirà i battenti il calciomercato e il presidente del Cagliari Cellino dice di non ritenere più intoccabile Nainggolan, che potrebbe così finire alla Juve.



Si avvicina la finestra di calciomercato di gennaio e torna a rimbalzare sulla scena il nome Radja Nainggolan. Il centrocampista del Cagliari è da alcune stagioni uno dei centrocampisti più forti della Serie A e, di conseguenza, uno dei più corteggiati dalle grandi squadre. La Roma, ma soprattutto la Juventus e l'Inter lo avevano messo nel mirino ma hanno sempre dovuto arrendersi alle resistenze del presidente rossoblù Massimo Cellino, che per quanto riguarda la cessione dei pilastri della squadra è sempre stato molto cauto e, comunque, lo ha fatto sempre alle sue condizioni.

Si parla dell'Inter che, per rinforzare il proprio centrocampo, voglia tornare alla carica per il belga-indonesiano, ma Cellino stoppa tutto. Perlomeno sul fronte nerazzurro, mentre l'apertura a una possibile partenza di Nainggolan sembra decisa, come evidenziano le sue dichiarazioni in un'intervista rilasciata alla 'Gazzetta dello Sport', nei confronti di un'altra 'strisciata'. "Il presidente Thohir vuole Nainggolan? Mi fa piacere - ha detto Cellino dalla sua residenza di Miami - Peccato, però, che nessuno me l'abbia chiesto. Al contrario di altri".

E questi altri sono la Juventus... "Da almeno due anni me lo chiedono - spiega ancora il patron rossoblù - e do atto a Marotta e Paratici d'essersi comportati bene. So che ci sono. Ma non hanno mai fatto pressioni. E questo l'ho apprezzato. Se lo chiedessero a gennaio? Lascerei Radja libero di decidere. Del resto dopo 5 anni cosa devo pretendere di più da lui? Ha sempre dato tutto, merita nuovi traguardi. Anche perché ora a Cagliari stiamo già facendo il massimo per la situazione in cui ci troviamo".

C'è ancora una salvezza da conquistare e perdere un elemento come Nainggolan a metà stagione potrebbe essere pericoloso. Cellino, però, la pensa altrimenti... "Da questo punto di vista sono fiducioso - ha detto - Ora siamo a 13 punti, magari il 30 gennaio saremo a quota 32, come quando diedi Matri alla Juve".

Perdere Nainggolan, quindi, non sarebbe per Cellino così drammatico. Drammatiche, invece, sono due situazioni che toccano Cellino nel profondo. Il Sant'Elia per il quale ancora permangono problemi relativi alla ristrutturazione... "E' una pena veder giocare la squadra davanti a 4 mila spettatori e passa - ha spiegato ancora il presidente del club isolano - Mi hanno fatto smontare la struttura di Is Arenas, contando sull'agibilità massima di 19 mila spettatori al Sant’Elia. Invece...".

E la tragedia che nei giorni scorsi ha colpito la Sardegna col ciclone Cleopatra... "Ho visto le immagini in tv - ha detto - E soffro in silenzio, come la mia gente. E' una sventura della natura. Adesso rimbocchiamoci le maniche. Con dignità. Non abbiamo bisogno dei politici che vengono a farci misere promesse solo per interessi elettorali. A Cagliari aspettiamo ancora da 10 anni che riparino il disastro di Capoterra".

C'è da pensare, però, anche al campionato e il prossimo appuntamento che attende i rossoblù è il match con la Roma... "Un conto in sospeso? Purtroppo i nostri guai sono partiti da quel Cagliari-Roma non disputato - ha detto Cellino - Con il club giallorosso ho sempre avuto ottimi rapporti, ma per colpa di qualcuno quel ricorso ha rovinato tutto".

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