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ANALISI - Pirlo, tutti i motivi del dentro o fuori con la Juventus. Analisi sulle prossime mosse tra il campione bresciano e il suo attuale club. La decisione verso febbraio.



Dopo aver vissuto annate calcistiche drammatiche, animate dalle presenze di Almiron, Felipe Melo, Christian Poulsen e Tiago, immaginare una Juventus senza Andrea Pirlo equivale a pronunciare una bestemmia.

Attenzione, non si tratta di essere credenti o meno, bensì il ragionamento verte unicamente sulla bellezza di questo sport e, il campione bresciano, può essere paragonato al calcio come Pablo Picasso alla pittura. Genio, estro e fantasia, caratteristiche tipiche dei fuoriclasse, qualità rare da scovare e riproporre.
 
Funziona così. Ti considerano finito, ti offrono un rinnovo annuale con ingaggio dimezzato, ti epurano in favore di Mark van Bommel e, quando firmi per la concorrenza, nessuno si preoccupa. Comprensibile, dieci stagioni alla lunga possono logorare.

Tanti saluti, in omaggio una penna d’eccezione, Cartier prezioso con lo stemma del Milan e, soprattutto, una raccomandazione: “Mi raccomando, non usarla per firmare il nuovo contratto con la Juventus”. E’ il 18 maggio 2011, presso la sede di via Turati l’a.d. rossonero, Adriano Galliani, congeda Pirlo, il quale dà l’addio a modo suo: “Mi rimpiangeranno? Lo spero”.

Il resto è storia. Quattro trofei conquistati con la casacca bianconera, rinascita personale associata a quella juventina, breccia nel cuore di Antonio Conte e dei tifosi. Cielo nitido, zero nuvole, ma nulla dura per sempre. Il fenomeno lombardo, nonostante in sintonia con i dirigenti torinesi abbia deciso di affrontare l’argomento a partire da febbraio, si avvia al capolinea del legame lavorativo (30 giugno 2014, ndr).

Questa situazione, tenuta sotto controllo da ambedue le parti, apre una serie di scenari da monitorare attentamente. Del tipo: rimane? Non rimane? Se non dovesse rimanere con chi verrebbe sostituito?

PIRLO RIMANE ALLA JUVENTUS


Lo ribadiamo. Club e giocatore prenderanno una decisione solamente post febbraio. Un modo per non distogliere la concentrazione dal rettangolo di gioco, un modo per riflettere accuratamente. Il regista 34enne, e le ultime apparizioni fortificano la sua tesi, non si sente un calciatore al passo d’addio. Vuole essere protagonista e, qualora i programmi comuni non dovessero coincidere, preferirebbe cambiare aria.

In corso Galileo Ferraris, come fatto in precedenza con Alessandro Del Piero, non vogliono prendere decisioni affrettate. Trattenere l’ex milanista, al di là del discorso salariale, implicherebbe una continuità tattica, focalizzabile principalmente nel 3-5-2 tanto caro all’allenatore pugliese.

Certi meccanismi sono oliati nei minimi dettagli e, pensare di stravolgerli, rappresenterebbe un azzardo.
Primi chiacchiericci. L’idea juventina consisterebbe nel proporre un annuale con opzione per la stagione successiva, riguardando (al ribasso) anche l’aspetto monetario. L’entourage, in caso di unità di intenti, sarebbe disposto a valutare un ingaggio differente, puntando però a strappare un accordo biennale. Insomma, il gioco delle parti.

PIRLO NON RIMANE ALLA JUVENTUS


Alzi la mano chi avrebbe mai pronosticato un futuro sabaudo per il bresciano. Eppure è accaduto. Mai dare nulla per scontato; le vie del calciomercato – frase fatta – sono infinite. La priorità comune consiste nel voler trovare un punto di incontro e, solamente se dovesse emergere una fumata nera, le due fazioni inizierebbero a pensare al proprio orticello.

In Qatar sarebbero pronti a mettere sul piatto cifre da capogiro, così come nella Major League Soccer statunitense non avrebbero alcun problema a ricoprire d’oro il 21 zebrato. Notizia: Pirlo non vuole trasferirsi in un campionato secondario.

Quindi, in caso di addio, risulterebbe plausibile un’esperienza all’estero, probabilmente in Premier League o nella Liga spagnola. Ufficiosamente, se non attraverso qualche timido sondaggio, nessuno ha contattato i procuratori del bresciano. Tutti attendono la decisione dei campioni d’Italia e, solamente dopo la sentenza, partirebbero le offensive di rito.
 
LA JUVENTUS CON CHI SOSTITUIREBBE PIRLO?


Nelle ultime ore molteplici opzioni sono state associate alla Vecchia Signora. Xabi Alonso, per esempio, è il nome maggiormente in auge. I piemontesi conoscono la situazione del basco, anch’esso in scadenza di contratto con il Real Madrid, ma sanno anche che Carlo Ancelotti, tecnico delle Merengues, stia spingendo per il prolungamento.

Sostituire l’insostituibile inserendo l’ex Liverpool, perlopiù a titolo gratuito, avrebbe la sua logica, in particolar modo sotto il profilo tecnico, ma il sentore è che il 32enne nato a Tolosa sia indirizzato a proseguire la sua avventura iberica. Una decisione proiettata all’allontanamento dello spettro di Pirlo dal Bernabeu e che, sempre in caso di cambiamento, obbligherebbe Marotta e Paratici a sondare qualcosa di diverso.

Fernando (’87) del Porto a titolo gratuito intriga, Radja Nainggolan (’88) del Cagliari piace da tempo, Pajtim Kasami (’92) del Fulham è un pallino di Paratici. Tutte soluzioni destinate al cambiamento di modulo, con un possibile spostamento di Paul Pogba davanti alla difesa, possibilità da valutare con maniacale cura.
 
LAVORI IN CORSO


La Vecchia Signora sa di avere in mano un pezzo da novanta e, privarsene, potrebbe rivelarsi un clamoroso errore. Pirlo, dal canto suo, vorrebbe proseguire la sua avventura sotto la Mole. Le prospettive al momento recitano un classico lavori in corso. Fattori rilevanti: soldi, durata contrattuale e idee tattiche. Fattore fondamentale: importanza all’interno del progetto.

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