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La rivoluzione silenziosa di mr. Erick Thohir: "Torno il 28 novembre e verificherò che tutti abbiano recepito il messaggio e cominciato a lavorare". Per Nainggolan derby Inter-Juve



Mazzarri pietra d'angolo del progetto. Sul mercato e sulla filosofia di lavoro di gruppo, idee ben chiare già espresse più volte. La nuova era del Presidente dell'Inter, Thohir è partita con chiarezza e progettualità. Nessuna dichiarazione shock per gettare fumo negli occhi ai tifosi. Il tycoon è uomo pragmatico e lo sta già dimostrando.

L'indonesiano durante le sue prime giornatwe milanesi, ha elogiato più volte il tecnico nerazzurro. Ha posto come obiettivo un posto per la prossima Champions e poi la finale nel 2016. Sempre con in panchina WM, ovviamente. Ecco perchè il procuratore del tecnico, Beppe Bozzo, è già stato contattato per il rinnovo del contratto del suo assistito, che in questo momento guadagna 3,8 milioni l'anno fino al 2015. Probabile il rinnovo di almeno un altro anno.

L'ex Napoli ha incontrato, nella serata di ieri, Branca (che è sempre in bilico e sotto esame) e Ausilio. I due dirigenti hanno riportato il pensiero del presidente. La carne al fuoco è molta i nomi sulla lista tanti. Di certo c'è che a gennaio ariverà un terzino e un punta, visto che Milito e Icardi (per motivi diversi) non sembrano dare garanzie.

Per il ruolo di esterno salgono le quotaziondi dell'argentino dello Zenit, Ansaldi, grazie anche al passaporto italiano. Il top sarebbe Alex Sandro del Porto (a giugno per 15 milioni) ma in mezzo c'è una salva di papabili che va da Isla a Insua, da Basta a Vrsaljko, passando per Janmaat e Wan der Wiel. In avanti (fermo restando il sogno Dzeko) si valutano Mitroglou (clausola di 8 milioni), Pinilla, Rolando Bianchi e Rondon. In uscita, Pereira, Kuzmanovic e Mariga. Punto di domanda sul possibile scambio Ranocchia-Cannavaro (più conguaglio da parte dei partenopei).

Il colpaccio, per giugno, resta sempre il centrocampista del Cagliari, Nainggolan (con Jucilei e Fernando come alternative). Per il 'Ninja' sarà vero e proprio derby con la Juventus, che lo reputa primissima scelta per il prossimo mercato estivo. A questo proposito, ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport', Thohir spiega: "Se Radja venisse all’Inter sarei contentissimo, ma cosa ne pensa Mazzarri? Alla fine va presa una decisione comune, ma dobbiamo capire chi esce se arriva lui, i costi dell’operazione".

Il nuovo azionista di maggioranza, che tornerà a Milano il 28 novembre, fermandosi fino al 2 dicembre per "controllare che i dirigenti abbiano recepito il messaggio e iniziato a lavorare", presenterà Shreve e Williamson (futuro amministratore delegato?) all'intero staff. E a chi gli chiede se ha già deciso il nome del prossimo direttore sportivo, Thohir risponde:

"Non credo al one man show, credo in un sistema collettivo. Per questo anche oggi ho incontrato Angelomario Moratti, Branca, Ausilio e altri del board per affrontare il discorso mercato di gennaio. Abbiamo definito alcuni nomi, ci lavoreremo da domani. Mazzarri era alla Pinetina, ma sempre in contatto con lunghe telefonate. Questo è il mio modo di lavorare: è facile incolpare qualcuno per un errore, ma non è la mia filosofia. E non sarà mia l’ultima parola, ma del board. Io posso dire che voglio questo o quel giocatore, ma se a Mazzarri non serve, che senso ha prenderlo?".

Thohir non ha parlato solo di futuro, ma anche di presente e di certezze: "Cambiasso sembrava poter pagare l’età ed ero preoccupato perché doveva essere uno dei leader, ma con la sua professionalità è tornato in grande forma. Juan Jesus è molto solido. Campagnaro è un acquisto che Moratti ha voluto condividere con me, anche se non avevo ancora acquistato l’Inter, da vero gentleman: ora sta recuperando dall’infortunio, ma nelle prime gare aveva fatto vedere quanto è forte. Poi ovviamente Alvarez e Palacio. Jonathan? Non ero convinto che fosse così bravo. Da Kovacic e Taider mi attendo più continuità".

Infine, il magnate indonesiano, chiude puntando ancora sulla stabilità finanziaria del club, a suo dire, fattore imprescindibile per le vittorie a lungo termine: "Il calcio è un business enorme e diventa dura competere con club che hanno ricavi per 500-600 milioni l’anno se tu ne incassi 140. Può capitare che una volta non vinca il più ricco, e proprio questo è il bello dello sport, ma alla lunga prevale il più ricco. Io voglio un club sano, ancor prima che vincente: è per questo che lavoriamo senza sosta da venerdì, con incontri dalla mattina alla sera".

La seconda puntata (dopo il prologo estivo) del Thohir milanese si chiude qui, ma Jakarta non è poi così lontana: "Ho poco tempo - conclude il nuovo proprietario dell'Inter - giovedì mattina riparto, ma prima voglio capire cosa succede. Sarebbe sbagliato andare da questo o quel dirigente dicendo che sbaglia: prima voglio mettere a fuoco ogni cosa, ascoltare dove sono i problemi. Abbiamo davanti un piano di cento giorni, tre mesi per capire come agire, ma proprio per questo è importante che io capisca in questi giorni cosa è stato sbagliato e cosa è fatto bene".

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