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La Juventus è vicina al prolungamento di contratto di Arturo Vidal, blindato con un maxi-ingaggio. Nelle prossime settimane dovrebbe essere anche la volta di Pogba e Lichtsteiner.



"E’ quasi fatta", "mancano solamente i dettagli", "l’annuncio è una pura formalità". Frasi pronunciate in più riprese da Beppe Marotta e Fernando Felicevich, rispettivamente amministratore delegato della Juventus e agente di Arturo Vidal, registi di un rinnovo prossimo alla fumata bianca, di un’operazione che porterà il cileno a legarsi alla Vecchia Signora – complice un netto adeguamento dell’ingaggio – fino al 2018. Ore calde, frenetiche, vicine al comunicato tanto atteso dal popolo bianconero.
 
Gli impegni non mancano. Campionato e Champions League non ammettono distrazioni, messaggio imposto da Antonio Conte e recepito dai suoi guerrieri, pronti domenica pomeriggio a riprendere la cavalcata nostrana in quel di Livorno.

Madama, nonostante riversi la concentrazione principale sul rettangolo di gioco, non può non dedicarsi alle tematiche di mercato e, grazie a un operato ponderato, negli ultimi mesi è riuscita a costruire un piano che ha convinto il 26enne di Santiago a dilungare la sua avventura zebrata, spegnendo le sirene delle estimatrici, assicurandosi un importante salario. Nel torinese hanno in mano un diamante prezioso e, garantirgli uno stipendio annuale da 5 milioni netti, rappresenta un’ovvietà, a maggior ragione se punti a crescere anche in campo europeo.

Bayern Monaco, Manchester City e Real Madrid, in maniera fallimentare visti i risultati, hanno tentato il colpaccio, formulando offerte significative in direzione corso Galileo Ferraris. Proposte ricevute, analizzate e rifiutate. Credere nel concetto dell’incedibilità, valutando l’attuale contesto economico italiano, rappresenta un’enorme forzatura, pensiero spiegato in maniera ineccepibile dal presidente piemontese, Andrea Agnelli, in occasione del convegno economico-sportivo “Leaders in Football” tenutosi lo scorso ottobre a Londra.

Il treno, infatti, viaggia su altri binari. Primo punto: nel capoluogo piemontese, visti gli ultimi quattro trofei conquistati, non hanno bisogno di fare mercato cedendo i propri prezzi pregiati. E questo modus operandi, ovviamente, rafforza il comparto societario, preposto in una crescita oculata e costante.

Secondo punto: la Juventus, attraverso uno sviluppo aziendale, può permettersi di alzare l’asticella del monte-ingaggi, passo fondamentale per blindare i big e, di conseguenza, tentare di competere con i colossi europei.

Terzo punto: tutti hanno un prezzo, calcio-moderno docet.
 
Le ultime sessioni estive, inoltre, rispecchiano totalmente il momento del Belpaese. Il Napoli, avvalendosi di un’onerosa clausola rescissoria, ha dovuto cedere Edinson Cavani. La Roma s’è privata di Lamela e Marquinhos, il Milan ha anticipato i tempi salutando contemporaneamente Ibrahimovic e Thiago Silva, l’Inter nella fase conclusiva dell’era Moratti non ha fatto registrare grossi movimenti. Insomma, vendere e poi spendere, direttiva non sposata da Marotta e Paratici, i quali sono riusciti ad acquistare il Tevez di turno senza perdere alcun esponente illustre.
 
Probabile conferenza stampa, dichiarazioni di rito, sorrisi smaglianti e, soprattutto, la consapevolezza di poter contare ancora per molto tempo sul campione sudamericano. In altre parole? “E’ quasi fatta”, “mancano solamente i dettagli”, “l’annuncio è una pura formalità”. Vidal-Juventus: 2018.

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