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ESCLUSIVA - Presto la Juventus incontrerà l'entourage di Biabiany, ma sono soprattutto due gli scogli nella trattativa: le alte richieste del Parma e...



Settimana importante per il mercato invernale della Juventus. L'a.d. Beppe Marotta e il d.s. Fabio Paratici, alle prese con un'agenda fitta di incontri, cercheranno di compiere passi concreti in entrata e, soprattutto, in uscita. Nel milanese è previsto un summit con Giovanni Branchini, procuratore di Jonathan Biabiany, obiettivo bianconero in funzione del 4-3-3, calciatore da tempo nel mirino di Madama, appezzato caldamente da Antonio Conte, stimato dagli stessi dirigenti zebrati.

I campioni d'Italia non vogliono farsi cogliere impreparati. Il profilo dell'esterno parigino piace molto, situazione che potrebbe far registrare sviluppi interessanti. Gli 007 conoscono alla perfezione il giocatore diviso a metà tra Parma e Sampdoria, così come l'allenatore salentino ha potuto recentemente osservare – al Tardini – il contributo proposto dal 25enne transalpino, pedina abile nell'associare la fase offensiva a quella difensiva, condicio sine qua non imposta dal mister leccese. E se a Vinovo lavorano per recuperare nel migliore dei modi Simone Pepe, pupillo dell'ambiente, in corso Galileo Ferraris parallelamente operano per completare la rosa, appunto, inserendo un elemento che sappia sposare diversi schemi offensivi.

Soddisfare le esigenze economiche delle società interessate, sebbene con emiliani e liguri i rapporti siano ottimi, non risulterà un compito semplice per la Juventus. Nel torinese vorrebbero evitare di compiere investimenti ingenti nella compravendita di riparazione e, di conseguenza, punterebbero a giocarsi il jolly delle contropartite tecniche: Ouasim Bouy ('93), Marco Motta ('86), Simone Padoin ('84) e Federico Peluso ('84). I Ducali, ovvero coloro che detengono attualmente il diritto delle prestazioni sportive di Biabiany, vanno dritti al sodo e chiedono 10 milioni. Una mossa ben studiata dal duo Ghirardi-Leonardi, effettuata proprio per cercare di ottenere il massimo profitto.

Roberto Donadoni, tecnico dei gialloblù, confida nella fumata nera, altra ragione che complica i piani piemontesi. La trattativa, quindi, non è delle più scontate e, per cercare di quadrare il cerchio, occorrerà profondere la massima dedizione. Gli ingaggi percepiti dalle opzioni sabaude, inoltre, non agevolano un possibile finale roseo. Il Parma non ha nessuna intenzione di ampliare il monte-ingaggi in maniera roboante; la Vecchia Signora non ha nessuna intenzione di contribuire al pagamento degli emolumenti. Doppio ostacolo da superare.

Incrociare l'entourage dell'oggetto del desiderio e, successivamente, decidere se affondare o meno il colpo. Probabilmente sotto la Mole adotteranno questa tattica, definita meticolosamente nella sua totalità. Branchini – nei giorni scorsi – ha voluto furbescamente discostare il suo assistito dalle grinfie bianconere, affermando come sotto la Mole puntino totalmente sul rilancio dell'esterno di Albano Laziale, allontanando lo spettro dell'affare. Un dribbling comprensibile, scontato e che rappresenta essenzialmente il gioco delle parti.

Il sentore è che si stia andando verso una fase conclusiva, in un senso o nell'altro, un interesse preposto ad emettere sentenze a stretto giro di posta. La Juventus riuscirà a toccare le giuste corde? Work in progress.

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