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ESCLUSIVA - Thohir è finalmente sbarcato a Milano, oggi il Cda che sancirà il definitivo passaggio di consegne con Moratti. Bagarre per il ruolo di Ds: Sabatini, Leonardo o Berta?



Arriva Thohir, evviva Thohir. Finalmente c'è, a Milano, da nuovo numero uno dell'Inter e con un sorriso grande così: Erick si è già preso il mondo nerazzurro in poche ore. Gli è bastata una visita alla Pinetina, un pranzo, un consiglio di amministrazione in agenda da mesi e quella pazza voglia di conoscere proprio tutto dal vivo rispetto a quanto aveva saputo solo a parole, fin qui, da Massimo Moratti.

I suoi primi giorni, ore milanesi, sono stati più che produttivi. Perché va bene il cinematografico arrivo alla Malpensa, lo sbarco alla Pinetina e la carovana di uomini a seguirlo sempre, ovunque e comunque. Thohir è il personaggio del momento, d'accordo, ma sa che non c'è assolutamente tempo da perdere.

Per questo, ha già avuto il tempo di discutere non solo della questione presidenziale. Tra una battuta e un caffé, anche le discussioni sulla dirigenza e sul mercato con i propri uomini di fiducia e con i diretti interessati sono state già avviate. Che Marco Branca abbia lasciato la Pinetina subito prima dell'arrivo di Thohir nel suo giorno numero uno da nuovo proprietario nerazzurro, è ben più di un indizio.

L'attuale direttore dell'area tecnica non ha gradito il fatto che nei suoi confronti non sia stata spesa alcuna parola conciliante, quantomeno di facciata prima di discutere a quattro occhi. Se per Walter Mazzarri sono piovuti elogi al miele direttamente da Giacarta in questi mesi e anche nella giornata di ieri, per Branca nessun attestato.

Branca che non è visto come profilo ideale da Erick Thohir, ormai è più che noto. Il proprietario indonesiano vuole cambiare pelle alla società, dagli incarichi meno decisionali (Beppe Bergomi o altre figure della storia nerazzurra sono state già contattate dai suoi emissari di fiducia) fino a quelli più importanti a livello operativo.

Per questo, come vi abbiamo raccontato, sono andati avanti i colloqui e le telefonate con diversi profili per la scrivania che cambierà nei prossimi mesi: Walter Sabatini il sogno più difficile, Leonardo la tentazione ancora non decollata, Andrea Berta l'outsider che intriga (e che potrebbe anche interessare l'area dello scouting, eventualmente, qualora non dovesse rinnovare con l'Atlético Madrid). E non sono escluse altre sorprese e altre candidature, dato che c'è già chi dice no (come Daniele Pradè, legatissimo al progetto Fiorentina).

Ma tra Thohir e Branca il rapporto non è ancora diventato concreto. I due si sono semplicemente presentati, ancora nient'altro ma è evidente che al direttore dell'area tecnica non sia piaciuta la scarsa considerazione di sé. Per questo, un vertice è previsto per i prossimi giorni. Forse, in gran segreto.

Thohir però vuole chiarire tutto e iniziare a capire come muoversi dopo aver incontrato praticamente tutti ed essersi consultato con Mazzarri e Moratti. Solo a quel punto le prime strade potranno essere percorse, il tutto da quando Erick tornerà in Indonesia. Ma questo lungo viaggio milanese gli servirà anche a fissare le linee guida.

E se Branca traballa (ma fino a fine stagione dovrebbe resistere, quantomeno finché i due non si riuniranno e capiranno le rispettive intenzioni), le linee guida nuove toccheranno anche il mercato. Nessun colpo importantissimo a gennaio, ma neanche ripieghi: si farà il possibile per accontentare Mazzarri.

Il piano verrà stilato nel dettaglio in queste ore: sicuramente arriverà un esterno di fascia, per l'attaccante e il centrocampista dipenderà dagli incastri del mercato e dalle condizioni di chi c'è già. Ma Thohir una promessa l'ha già fatta: vuole sognare e far sognare. Ha chiesto tempo per stilare tutto, riflettere, varare le strategie. Ora però, la nuova Inter indonesiana, dalla scrivania al campo inizia davvero a prendere corpo.

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