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ESCLUSIVA - Il Milan ha individuato in Paratici il profilo ideale per la sostituzione di Braida, e lo ha fatto sapere al diretto interessato, tentandolo... Risposta: due di picche.



Non sorprende. Competente, giovane, elegante, profilo perfetto per un grande club, intrigante suggestione per rinfrescare un corpo dirigenziale a fine ciclo, obiettivo primario della proprietà milanista. Non sappiamo se Fabio Paratici sia un amante dei Navigli, soggetto da sempre schivo nel relazionarsi con i media, ma possiamo azzardare un’ipotesi: il suo futuro sarà ancora a tinte bianconere.
 
Etichettato come “gioiellino” dal grande Riccardo Garrone, svezzato (a Genova) e lanciato (a Torino) da Beppe Marotta, l’attuale diesse della Juventus ha conquistato tutti, operando quotidianamente in maniera maniacale, contribuendo al rilancio di una complessa macchina organizzativa, affermandosi nel panorama europeo come manager capace, furbo e perspicace. E quando lavori diligentemente – solitamente – i risultati arrivano. In questo caso sono arrivati e per la Vecchia Signora e per lo stesso dirigente piacentino, promosso da Coordinatore dell’Area Tecnica a direttore sportivo in un lasso di tempo ragionevolmente breve.

Paratici, al di là delle tematiche di mercato a cui è principalmente legato, gode della massima stima dell’intero ambiente juventino. Il presidente Andrea Agnelli, giustappunto, lo considera un elemento indispensabile, un uomo a cui affidare la totale fiducia, abbondantemente ripagata. Discorso simile per Antonio Conte, il quale negli anni con l’ex blucerchiato ha costruito un rapporto di amicizia, consolidato attraverso la creazione di un ottimo prodotto sportivo.

Superfluo, invece, descrivere il binomio Marotta-Paratici, legame nato in Liguria e che ha visto, in maniera del tutto meritocratica, il 41enne di Borgonovo Val Tidonese superare una serie di esami, ricoprendo nel migliore dei modi sia il ruolo di semplice osservatore e sia quello di Chief Scout Coordinator. E pensare che i Garrone, decisi nell’archiviare la proficua parentesi marottiana, avrebbero affidato al “gioiellino” il compito di proseguire un importante percorso di crescita. Il calcio, però, non è una materia esatta. Marotta approda sotto la Mole e, in maniera provvidenziale, opta per portarsi dietro un unico collaboratore, il più talentuoso, appunto, Paratici. Una scelta che spiazza la Sampdoria e, probabilmente, anche Salvatore Asmini, ai tempi d.s. sampdoriano, intrigato dalla prospettiva di giocarsi l’opportunità della vita.

Marotta, tuttavia, sceglie il cavallo giovane e, dopo una serie di colloqui, convince la Juventus ad accogliere la sua richiesta. Mossa che prova a bissare con Umberto Marino, storico segretario generale blucerchiato, approdato successivamente all’Inter (per una sola stagione). Paratici sì, Marino no, Madama quel ruolo lo vuole affidare a Maurizio Lombardo, individuato nel Brescia, altra decisione azzeccata.
 
Leggende narrano che in uno dei primi summit, dimostrando subito di voler badare al sodo, il “gioiellino” abbia chiesto diversi monitor da collocare nel suo ufficio in corso Galileo Ferraris. Il motivo? Per visionare – contemporaneamente – quanto prodotto dagli osservatori, video costruiti secondo le sue esigenze, filmati su filmati da osservare accuratamente in ogni minimo dettaglio, per la gioia di Cherubini, Braghin, Ribalta, Sclosa e Marta, uomini di fiducia del duo Marotta-Paratici.

Il piacentino è tutto fuorché un personaggio mediatico, nel suo modus operandi non è contemplato comunicare con gli organi di informazione, salvo sporadiche eccezioni, vedi un suo commento in occasione della conferenza stampa di presentazione di Carlos Tévez. Insomma, identikit perfetto per rappresentare lo stile Milan. I lombardi, dopo una prolungata analisi e una vivace opera di mediazione, hanno provato a stuzzicare il manager emiliano, illustrandogli la prospettiva di ereditare i compiti di Ariedo Braida, proponendogli un ruolo rilevante all’intero del management rossonero.

Giugno e ottobre, questi i mesi che racchiudono il doppio sondaggio meneghino (svelato da Goal Italia già a settembre), mosse che non hanno aperto nessuno spiraglio. Verdetto finale: la famiglia Berlusconi dovrà virare le proprie attenzioni altrove. Paratici, infatti, punta a togliersi ulteriori soddisfazioni professionali alla Juventus, società in cui si è potuto esprimere ai massimi livelli. Il più deluso di questa fumata nera, probabilmente, sarà Filippo Inzaghi, compagno dell’emiliano nella Primavera del Piacenza, probabile sostituto di Massimiliano Allegri. Va così; gioiellino blindato, anzi, blindatissimo.

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