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Massimiliano Allegri si giocherà il futuro nelle trasferte del Milan in casa di Barcellona e Chievo. La sosta porterà consiglio, ma Inzaghi, Seedorf e Tassotti non convincono.



Ieri potrebbe essere stata l'ultima partita di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, in quel di San Siro. Ma non l'ultima in assoluto alla guida del diavolo. A prolungare l'agonia del toscano, che nonostante la situazione a dir poco disastrosa in campionato, non ha nessuna intenzione di dimettersi, sarà la necessità di andare avanti con l'ex Cagliari almeno per le prossime due trasferta: Barcellona e Verona (Chievo), la prima mercoledì la seconda domenica.

La sosta per le nazionali porterà consiglio e a meno di clamorosi risultati positivi, Allegri dovrebbe essere allontanato, andando contro alla filosofia del club che è a dir poco allergica agli esoneri. Ma se la stagione del Milan è già virtualmente finita il 2 novembre (difficile far bere ai tifosi che ora l'obiettivo sia la Coppa Italia) ecco che il licenziamento pare inevitabile.

Da qui la decisione di portare tutti in ritiro, sfruttando le due trasferte. Galliani vuole pungere l'orgoglio dei calciatori (colpevoli assieme ad Allegri), per placare un minimo i bollenti spiriti dei tifosi, che ieri a fine gara hanno dato sfogo a tutte la loro delusione.

Barcellona e Chievo dicevamo. Ma potrebbe anche essere solo Barcellona. Se il Milan dovesse crollare al Camp Nou in termini clamorosi, allora Allegri non vedrebbe nemmeno il Bentogodi. Ma a tenere ancora attaccato il fondoschiena del toscanaccio alla panchina del Milan, oltre agli evidenti motivi di calendario, c'è anche quello della reale mancanza di una vera alternativa.

Inzaghi, idea numero uno di Galliani, è alla sua seconda stagione da allenatore. Un anno agli allievi nazionali e uno alla Primavera sono sufficienti per dargli in mano un Milan in questa condizioni? Il rischio di bruciarlo è altissimo e sarebbe un errore imperdonabile. Seedorf, anch'egli senza esperienza come tecnico sarebbe la prima scelta di Berlusconi, ma i rapporti pessimi con Galliani con aiuterebbero l'olandese.

Resta Tassotti, da una vita secondo allenatore (Ancelotti, Leonardo e appunto Allegri) che apertamente non ha mai espresso la voglia di mettersi realmente in gioco. E sarebbe comunque una scelta a metà, visto che cambierebbe ben poco rispetto ad ora. La prossima sfida al Meazza è in programma il 23 novembre contro il Genoa. Chi siederà sulla panchina rossonera? Lo scoperiremo solo vivendo...

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