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In Champions il Milan si trasforma: Allegri spera di poter portare un minimo della cattiveria e del gioco visti in europa, Berlusconi intanto lo conferma. Kakà da applausi.



Diciotto punti dalla vetta, tredici dalla Champions, minimo sei dall'Europa League. Milan nel pantano, senza forza e convinzione. In grande difficoltà, coi problemi difensivi ed offensivi. Max Allegri in bilico? Non proprio, vista la mancanza di alternative.

Più che altro Adriano Galliani non è intenzionato a dare ultimatum al livornese, convinto che cambiare in corsa, sopratutto in autunno, non sia la soluzione migliore per il Diavolo. Dovrà ritrovare le corna con il proprio tecnico, tutti dovranno rimboccarsi le maniche. L'ad rossonero mercoledì sera ha parlato con Berlusconi, il patron non è contento dei pochi progressi mostrati dalla squadra in classifica e la cosa è stata riportata ad Allegri. Nel mirino soprattutto lo scarso rendimento della difesa ed i 13 goal subiti in trasferta, al tecnico il compito di trovare rapidamente i giusti rimedi.

Chi segna e convince è Kakà, il solo a strappare applausi. E' intoccabile nel tridente d'attacco, risorto dopo gli anni bui di Madrid. Punta i Mondiali, aspetta Honda. Il giapponese a gennaio in rossonero? Ricky lo aspetta. Potranno giocare insieme? Starà ad Allegri. Ci sarà ancora?

Silvio Berlusconi, che da tempo pensa solo alla politica, non sorride, ma conferma Allegri. Una notizia positiva per l'ex Cagliari, da sempre mai completamente (!) amato dal suo presidente.

Mercoledì si vola a Barcellona, senza troppe speranze. Tradotto, se si perderà, la società milanista non metterà in croce il proprio tecnico. Perdere contro i blaugrana ci sta, sopratutto in questo momento. Ecco ciò che frulla in testa ai dirigenti rossoneri.

In Champions, però, il Milan si trasforma: Allegri spera di poter portare un minimo della cattiveria e del gioco visti in europa anche in campionato, per provare a recuperare qualche punto in Serie A. E per recuperarne qualcuno agli occhi della presidenza.

La fiducia e la conferma sulla panchina rossonera non può durare per sempre.


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