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ESCLUSIVA - Buffon sta attraversando un momento molto difficile. La Juve fa quadrato attorno al suo asso, ma per il futuro si cautela con Leali: scontato il suo rientro alla base.



Inter (pre-campionato), Lazio, Chievo, Verona, Copenaghen e Fiorentina. L’avvio di stagione per Gianluigi Buffon non è stato indubbiamente dei più entusiasmanti, tanti errori, troppi. Tanti segnali preoccupanti, troppi. Il pareggio di Firenze siglato da Giuseppe Rossi ha aperto un caso attorno all’estremo difensore toscano, messo sotto accusa dalla stampa italiana e dagli stessi tifosi juventini, reo di essere passato da Supergigi a portiere normale, la peggior accusa che si possa smuovere a un fuoriclasse di questo calibro.

La vita calcistica però va così. Il passato viene dimenticato in fretta, scendere in serie B e, di conseguenza, perdere l’irripetibile occasione di mettere le mani sul Pallone d’oro, è storia archiviata, sbiadita e spedita nel dimenticatoio. La riconoscenza in questo settore vige, è vero, ma fino a un certo punto. Se non vieni ritenuto più all’altezza, vedi Alessandro Del Piero, i ricordi vengono accantonati in favore di un pragmatismo crudele, spietato e ciclico.
 
Associare Buffon alla fine, appunto, di un ciclo maestoso sarebbe tanto irrispettoso quanto incauto. Il 35enne di Carrara nell’arco della sua carriera ha dimostrato di sapersi risollevare dai periodi difficili, profondendo grande forza mentale, caratteristica principale dei leader. Intendiamoci, alla Juventus non viene visto come un problema, l’a.d. Beppe Marotta nella giornata di ieri se l’è coccolato pubblicamente esternando: “Merita rispetto, è ancora il numero uno al mondo”. Dichiarazione ovviamente scontata, opinabilissima, fondamentale per le sorti e del portiere e della stessa Vecchia Signora.  
 
Il cammino è lungo, nel torinese aspettative-pressioni vanno di pari passo, situazioni che sconsigliano caldamente l’immissione nel vortice mediatico, nella lente di ingrandimento, nei chiacchiericci della gente da sempre esigente nei confronti dei propri beniamini. In ballo non c’è un rigore da parare, bensì un finale di carriera da onorare e ottimizzare.

Buffon punta ad arrivare nelle migliori condizioni psicofisiche in Brasile per disputare i suoi ultimi mondiali. Ma per farlo, sebbene anche il c.t. azzurro Cesare Prandelli lo abbia rincuorato annunciandone la titolarità assoluta in Sudamerica, urge un’annata da protagonista con i bianconeri. Il mondo juventino crede fermamente nelle qualità del suo capitano e, nell’imminente trasferta di Madrid, ci sarà bisogno del miglior Supergigi, proprio per allontanare un concetto di crisi sempre più diffuso.
 
Sotto la Mole, però, pensano al futuro e, attraverso un esborso monetario di quasi 4 milioni, la Juventus nel giugno del 2012 s’è assicurata Nicola Leali dal Brescia. La gavetta procede a gonfie vele, prima l’importante esperienza al Lanciano, ora quella con la casacca dello Spezia. Il 20enne mantovano cresce bene, gli 007 zebrati lo monitorano settimanalmente e, a meno di clamorosi colpi di scena, la stagione ventura coinciderà con il ritorno alla base per intraprendere l’avventura sabauda, un’annata da vice Buffon per poi giocarsi l’occasione della vita.

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