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ESCLUSIVA - Trattenere il regista della Nazionale a Torino vorrebbe dire accantonare il progetto contiano di spostare Pogba davanti alla difesa. Ipotesi Spurs, poche conferme.



La grandezza del personaggio è notevole. Qualità uniche, strabilianti e forse irripetibili. Andrea Pirlo al calcio italiano ha dato tanto, e per ancora qualche stagione continuerà a farlo, recitando un ruolo di assoluto protagonista in svariati contesti. Reggio Calabria, Brescia, Milano (sponda rossonera) e la rinascita, associabile a quella del club, con la Juventus.

Carriera splendida, caratterizzata da (tanti) alti e (pochissimi) bassi, supportata da trofei prestigiosi che lo hanno reso semplicemente una leggenda vivente. I bresciani sono così, poche chiacchiere e tanti fatti, ma soprattutto lavoro, lavoro e lavoro. Il fuoriclasse lombardo, nonostante le 34 primavere, il suo mestiere lo esercita sempre ai massimi livelli, profondendo grande abnegazione e professionalità, cercando costantemente la perfezione nella perfezione.
 
Contro il Milan, tralasciando la rete realizzata e la traversa centrata, il famosissimo ‘21’ ha fornito una grande prova sotto il profilo della leadership, assumendo il controllo del gioco e creando le occasioni più pericolose, un contributo rispolverato dopo una serie di apparizioni non propriamente memorabili, spedendo un segnale esaustivo al fattore G.A.

G(alliani) difficilmente ammetterà di averla combinata grossa, rafforzando a titolo gratuito un’ormai ex diretta concorrente. A(llegri), da sempre infastidito nell’affrontare il tema, improbabilmente rinnegherà la scelta di avergli preferito Mark van Bommel. A distanza di mesi, e sono i ‘tituli’ a confermare la bontà della tesi, a gongolare è senza dubbio Antonio Conte.

Intendiamoci, se l’allenatore salentino fosse ritornato nel torinese prima del maggio del 2011, probabilmente non avrebbe dato il benestare all’innesto di Pirlo, pedina di complessa collocazione nel 4-2-4, vecchio amore del tecnico pugliese. Ma il calcio è imprevedibile, offre insidie quotidiane e cambiamenti repentini. E quindi puoi correre il rischio di dover cambiare disegno tattico in corsa, ottimizzando il patrimonio a disposizione.
 
Madama, però, il passato lo archivia velocemente, proiettandosi sempre e sistematicamente sul futuro. In questo ci sarà ancora il bresciano? Interrogativo legittimo e doveroso. Le parti sono attualmente concentrate sul rettangolo di gioco, in ballo ci sono tre competizioni e, spostare l’attenzione su tematiche diverse, potrebbe risultare nocivo per l’intero ambiente. Fretta non ce n’è, difficilmente prima di gennaio verranno comunicate decisioni, alimentando così inevitabili chiacchiericci.

Sotto la Mole, alle prese con un contratto in scadenza nel giugno 2014, vogliono valutare attentamente la faccenda, focalizzando il tutto tatticamente parlando. Trattenere Pirlo potrebbe bocciare il definitivo spostamento di Pogba davanti alla difesa, ruolo in cui Conte lo vede non bene ma benissimo. Inoltre, sempre l’ipotetico prosieguo di matrimonio, difficilmente agevolerebbe l’introduzione di nuove idee, magari riconducibili al 4-3-3, costituite dai movimenti basati sulle ali tanto desiderate dal condottiero leccese.
 
Questi mesi di pura riflessione serviranno per fare quadrato attorno a una tematica spinosa, destinata ad alimentare dibattiti tra gli organi di informazione. In corso Galileo Ferraris, in caso di lieto fine, hanno studiato un’offerta annuale con opzione per la stagione successiva, a cifre inferiori dai quattro milioni netti annui attualmente versati nelle casse del giocatore. E la voce Tottenham? Non trova riscontri. Pirlo attende le mosse juventine, auspicando vivamente una permanenza tra le fila dei campioni d’Italia.

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