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Il Dg bianconero spegne sul nascere le polemiche nate dal cambio del regista contro il Verona, e difende il turnover: "Scelta necessaria". Ma le big inglesi tentano Pirlo.



Tra Andrea Pirlo e la Juventus torna il sereno, forse. Ieri Marotta, nel pre-partita di Verona, ha infatti cercato di stemperare le polemiche nate dopo il cambio effettuato da Conte domenica scorsa, occasione nella quale il regista si è ben guardato dal sedere in panchina.

Immediata la ramanzina del tecnico, che nella conferenza stampa di martedì ha fissato i paletti: chi sgarra d'ora in avanti pagherà. I cambi vanno accettati, senza se e senza ma. Pirlo dal canto suo in estate aveva messo in chiaro le cose: "Voglio giocare e sentirmi importante".

Ecco dunque profilarsi la possibilità del divorzio tra la Juve e il regista a fine stagione, il contratto del giocatore scade infatti il prossimo giugno e i segnali per il rinnovo non erano confortanti, almeno fino a ieri.  "Non esiste in alcun modo un caso Pirlo. L’allenatore non ha fatto altro che precisare alcune cose per evitare strumentalizzazioni. Pirlo non ha commesso nulla di trascendentale. Il contratto? Ci siamo parlati e con serenità ci siamo detti che ne parleremo tra febbraio e marzo" - ha assicurato Marotta.

Che poi spiega così la pesante rotazione di uomini messa in atto dal mister bianconero: "Ormai l’aspetto del calcio a livello di metodologia è qualcosa che si congiunge con la scienza. Ci sono strumenti, dati, analisi che permettono agli allenatori moderni di valutare appieno le performance dei giocatori e di utilizzarli a seconda degli impegni che devono affrontare. Noi, nella fattispecie, abbiamo utilizzato questo turnover perché abbiamo una rosa ampia dove non c’è un titolare fisso, ma ci sono tanti ottimi giocatori".

Turnover al quale Pirlo però continua ad essere allergico, ecco dunque suonare suadenti sirene d'Oltremanica, pronte ad assicurarsi il bresciano a parametro zero. Sul giocatore forte sarebbe il pressing di Arsenal, City, Chelsea e United. Madama avvisata...

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