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Totti e la Roma, è amore per sempre: "Grazie, giocherò ancora con la maglia che amo. Mi dispiace per Del Piero..."

Nel giorno del rinnovo del contratto il capitano ha parlato anche di un possibile ritorno in azzurro: "Non ci penso, adesso c'è solo la Roma. Ma è normale che sono a disposizione".



Che sarebbe stato un giocatore unico nella storia della Roma si era capito sin da subito, da quando calcava il rettangolo di gioco giovanissimo e con una folta capigliatura bionda che gli scendeva sulla fronte. Francesco Totti ha legato interamente la sua carriera al club giallorosso e lo farà ancora per altri due anni, fino a quando non appenderà gli scarpini al chiodo.

Si apre proprio con il rinnovo del contratto la conferenza stampa del capitano della Roma insieme al presidente James Pallotta, che apre le danze con una frase piena di orgoglio: "Sono onorato che Francesco resti qui con noi. Vorrei alzare i calici per lui e per la Roma, per un futuro radioso".

Una gioia che anche Totti non riesce a contenere: "Volevo ringraziare il presidente per questo sospirato contratto, penso che alla fine è quello che volevamo tutto, io e la scietà lo ringrazio tantissimo perché mi da un'altra possibilità di indossare l'unica maglia che ho sempre amato, so che in questi due anni potremo fare grandi cose, grazie per questa nuova esperina americana".

Quindi ci sono parole anche per Massimo Moratti, prossimo a lasciare la presidenza dell'Inter: "Mi dispiace che l'Inter passi in mano ad un'altra persona, però nel calcio ci sono dei periodi bui e soprattutto ora. Perciò hanno cercato di cambiare pagina, Moratti nel calcio italiano rimarrà sempre una persona vera, leale e stimata da tutti, anche dai non interisti".

Totti si sofferma anche su un'altra grande bandiera del calcio, Alessandro Del Piero: "E' stata una scelta personale andare a giocare in Australia, anche se è un altro calcio, lui era una bandiera della Juventus, non è stato trattato come hanno fatto con me con la Roma e questo mi dispiace tantissimo. Per quanto riguarda me sono strafelice di essere rimasto ad indossare un'unica maglia".

Adesso, però, si deve continuare ad essere protagonisti: "Fare calcoli in questo momento è molto semplice, soprattutto ad inizio stagione ti sbilanci sempre in positivo ma alla fine non ottieni quello che vuoi. In questo anno siamo partiti col piede giusto, abbiamo trovato una quadratura di squadra ed un allenatore competente che vuole far giocare bene la squadra e rispetto, quello che mancava in questi ultimi periodi. DI questo passo sarà una Roma competitiva nel futuro".

Tra i ricordi del capitano giallorosso non può mancare la vittoria dello scudetto nel 2001: "Una foto che ricordo è il 17 Giugno, quella la ricordo benissimo come se fosse oggi. Quella che scatterò spero che sia ancora più bella. Sono risposte banali, ma è la verità".

Negli ultimi tempi il suo nome è stato spesso accostato alla Nazionale, Totti preferisce glissare: "La verità? Non ci penso. Penso a fare bene con la Roma. Da qui a maggio bisogna vedere come sto, fisicamente e di testa. Poi ho già detto tante volte che la mia maglia azzurra è quella della Roma. E' normale che se dovesse succedere qualcosa all'improvviso, sono a disposizione. Per adesso è  un 'ni' ".

Il pensiero va direttamente al derby ed al record di Piola: "La partita di domenica è una partita diversa da tutte le altre, la vivi diversamente, la affronti diversamente, dare un risultato prima della partita non è da me. Riguardo Silvio Piola non ci penso sinceramente. Il mio obiettivo è fare bene con la Roma e vincere con la Roma. Se lo dovessi riprendere, ma è quasi impossibile, ben venga. Ma non è un mio obiettivo. I miei obiettivi sono altri".

"Fortunatamente ci sono solo tre romani in squadra, così gli altri non lo soffrono come noi. Ci sono giocatori di grandi esperienza come De Sanctis e Strootman che sanno come viverla e come affrontarla. Non sta a noi dirgli che la partita è differente dalle altre. Noi la viviamo dfferentemente da loro, penso sia normale. L'unica cosa che vogliamo tutti è vincere, non ci dà sempre ragione purtroppo".

La conferenza stampa si chiude a suon di battute, altro grande repertorio del campione romanista: "Contratto sospirato? Era una battuta, solo una battuta. Per iniziare il discorso. Già era nell'aria, come la futura maglia... Già si sapeva tutto. Abbiamo già finito? Volevo dare qualche 'bomba'".

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