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ESCLUSIVA - La Juventus non ha ricevuto alcuna offerta per l'attaccante spagnolo, che non partirà a gennaio. Su di lui, dubbi di natura tattica.



Fernando Llorente non può essere considerato una semplice cotta estiva per la Juventus. L’approdo del basco a Torino è stato fortemente voluto, con tanto di corteggiamento serrato nell’estate del 2012, quando in corso Galileo Ferraris con un assegno da 18 milioni avevano provato a portarlo immediatamente alla corte di Antonio Conte. Missione fallita, anzi, rimandata. Lo scorso 24 gennaio, per certi versi anche in maniera sorprendente, la Vecchia Signora annuncia l’accordo per l’acquisizione a parametro zero del calciatore. Tripudio.
 
L’esaltazione dura poco, nelle apparizioni pre-campionato emergono dubbi tattici, alimentati dalle recenti scelte effettuate dal tecnico pugliese. La vicenda, inquadrata in questa maniera, potrebbe risultare addirittura drammatica. Fondamentalmente, però, bisognare analizzare il tutto diversamente, certamente non in chiave ottimistica, ma con qualche speranza in più. Il motivo? Semplicemente perché sotto la Mole credono fermamente nelle qualità del basco.

Intendiamoci, il minutaggio attuale del centravanti di Pamplona non può non fare notizia e, ovviamente, è normale che gli interrogativi nascano spontanei. Detto questo, detto nulla.

Nella giornata di ieri, attraverso una dichiarazione proveniente dalla Spagna rilasciata da Marco Antonio Diaz Cordero, collaboratore di Chus Llorente, fratello e agente del calciatore, l’incendio sembrerebbe essersi spento. “Fernando ha accettato di venire in Italia con grande entusiasmo – afferma Cordero – proviene da un’annata complessa con l’Athletic Bilbao e, nonostante ciò, non si è mai permesso di criticare l’operato di Bielsa, ha sempre continuano a lavorare con grande professionalità. E lo stesso accadrà con la Juventus, è consapevole delle sue qualità e, soprattutto, punta ad affermarle”. Parole decise, emblematiche, lontane anni luce dall’improbabile divorzio.
 
Togliamo ogni dubbio: il ‘Re Leone’ a gennaio non saluterà la truppa zebrata, neanche se in questi mesi di avvicinamento non dovesse fornire un contributo proficuo. Lo staff tecnico è molto soddisfatto di come lo spagnolo si stia allenando, motivo in più per cercare di portarlo nella miglior condizione nel minor tempo possibile. Togliamo un secondo dubbio: il discorso non è fisico, nemmeno mentale, bensì tattico.

Entrare in un meccanismo collaudato è sempre complesso, a maggior ragione quando, in concomitanza con l’acquisto di Carlitos Tevez, viene deciso di cambiare lo  stile di gioco. Una decisione quasi obbligatoria viste le numerose seconde punte presenti in rosa, ma che certamente penalizza un centravanti con caratteristiche differenti.

Llorente, fortunatamente per la Juventus, è tutto fuorché un elemento statico. Nonostante sia munito di stazza statuaria, ama il fraseggio, dote rara per un omone di 195 centimetri supportati da 90 chilogrammi. Un’arma che se sfrutta nel migliore dei modi può rivelarsi devastante.
 
Applicazione, voglia di far bene e di regalare grandi emozioni al popolo zebrato. Ingredienti che vigono giorno e notte nella mente di un professionista esemplare, approdato nel Belpaese proprio per confermare quanto di buono fatto nella Liga. D’altronde, ed è bene ogni tanto ricordarlo, si sta discutendo di un campione del Mondo (2010) e d’Europa (2012), curriculum che possono vantare in pochi.
 
Dalla blindatissima Vinovo trapela ottimismo, la tabella di marcia indica in ottobre il mese del decollo. La volontà comune consiste nel mettere a tacere, attraverso importanti prestazioni sul campo, le malelingue. Che il gol realizzato ieri in amichevole contro il Cuneo sia di buon auspicio?

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