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L'attaccante spagnolo vuole convincere Conte della propria decisione, della propria fame di prendersi un posto, di crescere ed adattarsi al calcio italiano.



Ha vinto un Mondiale ed un Europeo, ha segnato più di 130 reti ufficiali in carriera. E attende il proprio turno in silenzio, esperienza relegata in panchina, senza la minima possibilità di mostrare le sue doti all'Italia. Che in Spagna conoscono bene.

Fernando Llorente è un caso? Non lo è? La cosa certa è il ruolo da quinta punta che attualmente Antonio Conte gli ha appiccicato addosso. Si è scaldato tantissimo contro il Copenaghen, ma il tecnico della Juventus ha preferito puntare su Giovinco.

La Formica Atomica è abituata al gioco bianconero, il Re Leone no. Semplice. Non appare semplice ai media spagnoli, dubbiosi e pieni di punti interrogativi riguardo alla situazione del proprio connazionale in Serie A. "E' molto contento e noi crediamo in lui" dice Marotta.

Fa la muffa in panchina, lungagnone non ancora adatto al calcio italiano. Lo sarà mai? Di certo se dovesse continuare così a gennaio sarà cessione al 100%. Vuole il Mondiale brasiliano e continuando di questo passo non potrà mai ottenere la convocazione.

Oggi giocherà contro il Cuneo per convincere Conte della propria decisione, della propria fame di prendersi un posto, di crescere ed adattarsi al calcio italiano facendosi trovare pronto. Il tormentone del caso Llorente andrà avanti fin quando non gli verrà dato spazio.

La Juve è convinta di poterlo utilizzare al meglio da metà ottobre, chiare le parole di Marotta ultimamente: "Se ha firmato un contratto così lungo significa che puntiamo su di lui nel lungo periodo, anche non immediatamente". E indubbiamente lo si è visto.

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