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ANALISI - Le squadre di Serie A hanno privilegiato, almeno nei grandi investimenti, giocatori di consolidata esperienza internazionale, rinunciando a qualche giovane talento...

Federico Casotti
Telecronista Sportitalia, Editorialista Goal Italia

E’ stato un mercato estivo rutilante, ricco di colpi di scena e trasferimenti a sensazione anche per la serie A, che ha riscoperto il piacere di ritrovarsi al centro e non ai margini delle trattative europee. Ora che le rose hanno assunto una loro fisionomia definitiva, almeno fino a gennaio, può partire il dibattito e l'analisi: la serie A si è davvero rinforzata rispetto alle altre leghe europee? Argomento opinabile, che però poggia su una manciata di dati oggettivi.

Per i 601 movimenti complessivi registrati in questa sessione, le squadre di serie A hanno speso in tutto 402 milioni di €, incassandone 410 (fonte transfermarkt.de), con un saldo quindi leggermente attivo. Cifre che vanno poi interpretate, per capire se c’è una corrispondenza effettiva con la qualità. In ordine di costo, gli arrivi dall’estero più onerosi – al netto degli eventuali “bonus” – sono stati Gonzalo Higuain (37 milioni), Kevin Strootman (16.5 milioni), Mario Gomez (15.5 milioni), Raul Albiol (12 milioni), Dries Mertens (9.7 milioni), Josè Callejon (9.5 milioni) e Carlos Tevez (9 milioni). 

LA SERIE A PUNTA SULL'ESPERIENZA

I 5 ARRIVI TOP
  LE 5 CESSIONI TOP
Giocatore Età   Giocatore Età
Gonzalo Higuain
25   Edinson Cavani
 26
Kevin Strootman
23   Erik Lamela
21
Mario Gomez
28   Marquinhos
19
Carlos Tevez
29   Stevan Jovetic
23
Ricardo Kakà
31   Kevin Prince Boateng
26
Età media 27,2   Età media 23

Detto che in questo caso il Napoli ha fatto la parte del leone, constatiamo come gli arrivi di maggiore spicco dall’estero siano sostanzialmente giocatori maturi, nel pieno della loro carriera, con l’eccezione di Kevin Strootman che pure vanta un curriculum superiore alla media di quasi tutti i coetanei italiani.

In diversi hanno invece lasciato la serie A navigando nell’oro, con diverse carature: Edinson Cavani (64.5 milioni), Marquinhos (31.4 milioni), Erik Lamela (30 milioni), Stevan Jovetic (26 milioni), Pablo Osvaldo (15 milioni), giù giù fino ai 7 milioni sufficienti per far fare le valigie a Libor Kozak, Alejandro Gomez ed Emanuele Giaccherini.

Quel che colpisce di questa lista è la maggiore presenza di elementi di grande prospettiva: tolto Cavani (che è addirittura più anziano di Higuain…), la serie A ha rinunciato a tre Under-23 dal futuro assicurato, tutti pagati il giusto e forse anche qualcosa di più – vedi Marquinhos – ma destinati a questo punto a esplodere altrove e magari a raggiungere in un futuro neanche tanto lontano quotazioni irraggiungibili per il nostro calcio.

L’impressione è che l’estate 2013 sia stata una stagione di passaggio per la competitività del calcio italiano: certi nomi a certe cifre restano impossibili da trattenere, e ciò mantiene viva la percezione che molti stranieri hanno della serie A, definita un torneo di passaggio verso lidi più danarosi. Dall’altra parte, per la prima volta dopo tanti anni il nostro calcio è tornato ad attirare giocatori di alto profilo, che per un motivo o per un altro sono tornati a vedere nella serie A un torneo competitivo, prestigioso e ideale per un rilancio.

Al momento la concorrenza della Premier League è ancora troppo forte, con il risultato che parecchi stranieri preferiscono un ricco contratto con il Sunderland o il WBA della situazione piuttosto che una squadra di serie A qualificata per le Coppe, ma non è detto che le cose non possano cambiare rapidamente. Nel breve periodo i nostri club potrebbero approfittare ad esempio anche della crisi che sta distruggendo la classe media del calcio spagnolo per operare con intelligenza e recuperare le posizioni perdute, nell’appeal degli stranieri e – quel che più conta – nel ranking UEFA.

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