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I due colpi del mercato rossonero, Kakà e Matri, sono entrambi sulla trentina e contro il Cagliari solo due giocatori sotto i 24 anni: ennesimo cambio di rotta per il Milan...

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Kakà è tornato, evviva Kakà. Nemmeno è sceso in campo, che il primo goal lo ha già segnato: far dimenticare a tutti la povertà di questo mercato. In attesa di vederlo giocare, il brasiliano ha di nuovo acceso la fiammella dell’entusiasmo. Tutti contenti: società, tecnico e tifosi, che non più tardi di qualche giorno fa chiedevano a gran voce rinforzi dalla metà campo in giù. Inascoltati. Anzi, inascoltati ma comunque felici, sembrerebbe.

Puntare sui giovani? L'ultimo trend dice il contrario: Silvestre ha 28 anni, Matri 29, Kakà 31
Matri+Kakà, di più non si poteva, quindi c’è da essere contenti. Eppure i propositi questa nuova stagione erano diversi. Riavvolgiamo per un attimo il nastro. Al termine del passato campionato, ottenuta una sofferta e discussa qualificazione ai playoff di Champions, Massiliano Allegri era stato chiaro: “Questa squadra ha bisogno di molta più qualità a centrocampo. Non riusciamo a tenere il pallone e andiamo in sofferenza”. Anche Adriano Galliani aveva indicato una certa rotta: “I trofei si vincono con la miglior difesa, la rafforzeremo”, aveva detto, facendo intuire l’arrivo di un Top Player. Invece no.

A centrocampo hanno salutato Ambrosini, Flamini e Boateng, in difesa Yepes e Antonini. In cambio sono arrivati Poli e Birsa in mediana, Vergara e Silvestre dietro. Quest’ultimo, forse, non si fosse infortunato Bonera, probabilmente non sarebbe nemmeno arrivato. Investimento totale: 6 milioni. Giocatori in grado di far fare il salto di qualità alla squadra? Nessuno. Ma si sa, sono tempi difficili, c’è la crisi, il Fair Play Finanziario e un bilancio da rispettare. Quindi meglio continuare a puntare sui giovani. O no? Perché l’ultimo trend sembra dire l’esatto contrario: Silvestre ha 28 anni, Matri 29, Kakà 31, Coppola 35. E’ vero che sono arrivati Vergara (19), Saponara (21) e Poli (23), ma è anche vero che il colombiano troverà difficilmente spazio, che Petagna ha dovuto andare in prestito alla Sampdoria per giocare e che per poco non ci andava anche Cristante.

El Shaarawy non è stato venduto solo perché lui si è impuntato e ha voluto fortemente restare, rinunciando a diversi milioni di contratto (chapeau), mentre Niang è stato a un passo dal Genoa. Quest’ultimo, poi, con il cambio di modulo e il passaggio a due attaccanti, è finito in ultima posizione nelle gerarchie di Allegri.

L’utilizzo del Faraone e il suo adattamento al ruolo di seconda punta è ancora tutto da valutare, intanto a San Siro è stato escluso. Contro il Cagliari solo due giocatori erano sotto i 24 anni nell’undici titolare: Poli e Balotelli. Insomma, dov’è finito il progetto giovani tanto decantato?

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