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ESCLUSIVA - Alla fine l'attaccante di Castellammare è rimasto in bianconero, più per mancanza di buone offerte che per convinzione. Ma alla lunga potrebbe rivelarsi prezioso...

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Il mercato fondamentalmente è una materia astratta. Si basa su possibili scenari, operazioni opinabili e tante chiacchiere, forse troppe. Tutti i temi possono essere analizzati in qualsiasi maniera, riscontrando pareri diversi e interpretazioni differenti. Un esempio? La vicenda Quagliarella.

Seguito da mezz’Europa in quest’ultima sessione estiva, approcciato dalle due capitoline nelle ultime ore di mercato, bloccato con fermezza da Antonio Conte in extremis. Ecco, a tal proposito, sarebbe bello mettere sul tavolo una serie di domande. Proprio per cercare di fare chiarezza.
 
Per quale motivo l’attaccante campano è rimasto a Torino?
Potrebbe risultare anche un interrogativo banale, nessuno lo mette in dubbio, ma sarebbe interessante comprendere il perché di questo prosieguo. Motivi tecnici? Reale stima contiana nei confronti del giocatore? Mancanza di offerte congrue? Tutte le ipotesi sono lecite, anche perché, e non prendiamoci in giro, Quagliarella si ritrova misteriosamente ancora in quel di Vinovo. Che volesse uscire per trovare maggiore continuità di rendimento, infatti, è il segreto di Pulcinella.

Così come gli stessi campioni d’Italia, a maggior ragione dopo il doppio innesto Llorente-Tevez, hanno provato a privarsene a titolo definitivo. E proprio su questo punto bisognerebbe soffermarsi: se fosse realmente giunta in corso Galileo Ferraris una proposta degna di nota per rilevare l’intero cartellino del campano, a quest’ora sarebbe ancora sotto la Mole? Sensazioni e informazioni, mai come questa volta, si associano e sfociano in un esito negativo.
 
Dopo essere stato in procinto di partire, quale tipo di contributo potrà fornire Quagliarella?
Stiamo parlando di professionisti, perlopiù lautamente pagati, e quindi senz’ombra di dubbio ‘Eta Beta’ profonderà il massimo impegno. Garantito al limone. Anche nella passata stagione, nonostante non partisse in pole position nelle gerarchie contiane, si è fatto sempre trovare pronto, realizzando reti importanti in contesti pregevoli.

Ogni riferimento alla Stamford Bridge è puramente voluto. Adesso, però, le cose sono cambiate. C’è un Tevez inamovibile, un Vucinic in versione ispirata, un Llorente in rampa di lancia e un Giovinco sempre ben considerato dal tecnico salentino. Emergere in un contesto simile, nonostante la fitta rete di impegni ravvicinati, non risulterà semplice.
 
Cosa pensa realmente Conte del suo numero 27?
L’allenatore pugliese ha voluto rivedere caldamente i programmi in attacco. Bocciati Bendtner e Anelka, ceduto Matri al Milan, dentro due nuovi tasselli di caratura internazionale. La rivoluzione, seppur non a suon di investimenti onerosi, c’è stata. Ma si sarebbe potuta completare ulteriormente con l’addio dello stabiese.

E’ difficile credere alla storia del veto contiano. Tutti sanno come la Juventus abbia cercato di concretizzare questa cessione e, solamente dinanzi alla titubanza generale, è stato deciso di bloccare qualsiasi discorso in uscita. Insomma, cedere Quagliarella per prenderne uno più forte ha senso, ma privarsene per ingaggiare Gilardino, senza nulla togliere al forte bomber biellese, non può essere considerata un’ideona.


Quali sono stati i club più vicini ad acquistare l’ex partenopeo?
Molte società hanno sondato questa pista, nella parte finale di agosto sembrava che il West Ham potesse realmente mettere le mani sul calciatore. Trasferirsi a Londra, in una città stupenda e in un campionato spettacolare, avrebbe potuto rappresentare una nuova e suggestiva sfida. Anche in questo caso, però, nel torinese sono giunte solamente proposte di prestito e, nonostante dall’entourage quagliarelliano filtrassero segnali di apertura, Madama non ha voluto fare sconti: cessione a titolo definitivo oppure niente. Appunto, niente.

In maniera differente bisogna analizzare le opzioni Roma e Lazio. I giallorossi oltre alla richiesta temporanea non sono mai andati, nell’operazione hanno provato a inserire Marquinho, ma anche loro si sono dovuti scontrare contro il muro piemontese. I biancocelesti, dal canto loro, dopo aver fallito l’assalto a Yilmaz del Galatasaray, hanno tentato di approcciare lo juventino. Certi affari, tuttavia, vanno imbastiti per tempo e, nell’arco di un frenetico pomeriggio milanese, è difficile che possano andare in porto. Soprattutto se dipendono da triangoli laboriosi.
 
Conclusioni:
Come sempre sarà il manto erboso ad emettere il verdetto insindacabile. Il minutaggio non mentirà, le gerarchie pugliesi pure. Il sentore è che la Vecchia Signora avrebbe ceduto di buon grado Quagliarella, ma in pieno stile Matri, ovvero dietro totale soddisfazione economica. Così non è stato, le alternative low cost non hanno entusiasmato Conte, e globalmente è stato deciso di proseguire con il parco attaccanti attuale.

Sarebbe bello pensare, ovviamente in chiave juventina, che questa permanenza possa coincidere con un netto rilancio. D’altronde, numeri alla mano, nell’ultima annata calcistica il 30enne di Castellammare di Stabia è andato in rete 13 volte, 9 in campionato e 4 in Champions League. Un bottino importante e che, se ripetuto, potrebbe rivelarsi a dir poco prezioso.

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