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Brillanti le operazioni condotte da Juventus, Napoli e Fiorentina, ottimo anche l'operato di Roma e Milan. Atalanta, Bologna e Udinese: strategie da rivedere.

ATALANTA 5 - Potremmo definirlo un mercato conservativo, forse anche troppo. La gran parte dei “nuovi” acquisti sono frutto della campagna invernale dell’anno scorso (Giorgi e Livaja su tutti). Facce fresche solo quelle di Nica (al quale però Colantuono sta preferendo Raimondi) e Yepes (su cui pesano i 37 anni della carta d’identità). Il ritorno di Migliaccio copre la partenza di Biondini. Diciamo che il colpo è stato quello di aver trattenuto Bonaventura e Denis. In attesa dell’esplosione di Livaja ovviamente…

BOLOGNA 5 - Neanche il Bologna ha particolarmente brillato per delle operazioni sconvolgenti. Fuori Gila dentro Bianchi e davvero poco altro. Proprio come accaduto all’Atalanta, però, la dirigenza rossoblu può fregiarsi della coccarda di Diamanti, convinto al rinnovo nonostante i corteggiamenti delle big. Le partenze di Taider e Gabbiadini, però, a lungo andare potrebbero pesare. Fondamentale la conferma di mastino Perez a metà campo, perché quest’anno là in mezzo la sensazione è che arginare sarà dura…

CAGLIARI 6  - A volte per fare un mercato dignitoso non serve comprare, è molto più utile resistere. E in quanto a resistenza il presidente Cellino è indubbiamente il numero 1: riuscire a trattenere tutti i big è stata un’impresa e dovrebbe pagare, se non altro perché il Cagliari è una squadra che già si conosce a memoria, composta da giocatori ambiti dalle squadre più importanti d’Italia e d’Europa che, invece, sono chiamati a fare la fortuna dei sardi. Agazzi, Astori, Nainggolan, Pinilla e Sau (e Ibarbo e Conti etc etc) rappresentano la spina dorsale di una rosa che vale di più di una semplice salvezza…

CATANIA 5,5
- Discorso inverso, invece, per il Catania di Pulvirenti. Se non volete chiamarla smobilitazione, possiamo definirlo serenamente ridimensionamento. La quadra che l’anno scorso aveva sognato l’Europa è stata smembrata, privata dei suoi uomini più rappresentativi (Gomez e Lodi) che, certo, saranno rimpiazzati da elementi, sulla carta, altrettanto forti, ma che avranno bisogno di tempo per entrare nei meccanismi e dimostrare di sapersi adattare ad un calcio diverso. Non è detto che non lo facciano, ma per ora da una certezza siamo passati ad un’incognita. Fortuna Barrientos è saltato...

CHIEVO 6 - Giudicare il mercato del Chievo è sempre un terno al lotto, perché gran parte dei nuovi arrivi sono le classiche scommesse su cui un DS bravo come Sartori ha puntato il suo malloppo. Rispetto però al Catania, giusto per prendere l’esempio che precede, la colonna cessioni è tutto sommato indolore per i gialloblu, visto che tra i partenti non c’è nessuno che lasci ricordi indimenticabili. Non che dall’altra parte si contino stelle di prima grandezza, ma se non altro uno come Estigarribia può fare la differenza a certi livelli e si aggiunge ad un gruppo già consolidato che, davanti, ha confermato la coppia Paloschi-Thereau, che vale la categoria e molto di più. E Ardemagni è più che un'alternativa.

FIORENTINA 8,5 - Cominciamo ad alzare l’asticella: Gomez è naturalmente un acquisto di grandissima levatura, ma ci piace sottolineare la capacità di pianificazione della società gigliata che, annusata la possibilità di perdere Jovetic e Ljajic s’è mossa con largo anticipo rimpiazzandoli con Joaquin, Ilicic e Rebic. Il più grande acquisto dei Della Valle, però, è quel Giuseppe Rossi su cui in pochi hanno creduto (per via dell’infortunio ovviamente, non per le sue indiscutibili qualità). Lungimiranza e competenza, solo così si spiega anche l’esplosione di Cuadrado, il cui valore è quintuplicato a Firenze. Ambrosini, ne siamo certi, darà il suo contributo. Ci resta la curiosità di non poter misurare la crescita di un potenziale crack come Cerci che, parere personale, in un sistema di gioco offensivo come quello di Montella si sarebbe potuto esaltare.

GENOA 5,5 - Come spesso è accaduto nelle ultime sessioni estive dei rossoblu, serve un papiro per contenere tutte le operazioni effettuate, sia in entrata che in uscita. Tante, però, non è sinonimo di qualità, anzi… Un'estate a interrogarsi e ad inseguire un portiere e, poi, il patatrac contro la Fiorentina e il ritorno su Bizzarri. Biondini, Santana, Gamberini, Calaiò e Antonini, sono giocatori d’esperienza, ma non danno la sensazione di poter far impennare il livello generale della squadra e finiscono più che altro per rimpiazzare i partenti. Il giudizio, dunque, resta sospeso in attesa di conferme che solo il campo può dare. Per adesso restano solo tanti dubbi. E se l'idea era quella di affidare la squadra ad un allenatore giovane e inesperto, forse sarebbe stato meglio dargli qualche certezza in più.

INTER 6,5
- Branca e Ausilio hanno riposto grandi speranze sui giovani Icardi e Belfodil: le qualità si intravedono, ma quando investi così tanto sui giovani, il rischio che vengano schiacciati da quotazioni e responsabilità è alto. Dovranno essere bravi la società a gestirli e il tecnico a non bruciarli. Discorso più o meno analogo per Taider, che però – a differenza dei compagni d'avventura – ha già un paio di stagioni di serie A a ruolino. Su Rolando aleggia un alone di mistero, mentre Campagnaro è sicuramente acquisto di grandissima affidabilità e le prime uscite lo dimostrano. In realtà i migliori acquisti dell'anno potrebbero diventare Kovacic e Alvarez, ma questi non sono meriti ascrivibili a questa sessione del calciomercato.

JUVENTUS 9 - Non solo Tevez, Llorente e Ogbonna, che pure è tanta roba, ma anche grande attenzione ai giovani (come confermano le operazioni Zaza, Gabbiadini e Berardi) e anche una campagna vendite che, per una volta, non si è trasformata in campagna svendite: Giaccherini e Matri fanno piangere Conte ma ridere le casse bianconere. Il tecnico avrebbe voluto anche un esterno (ma ha ottenuto la permanenza di Isla) e magari una punta di livello per lo scontento Quagliarella, di certo non ha di che lamentarsi. Fossero arrivati anche gli ultimi due colpi sarebbe stata una sessione da 10, ma aggiungere Tevez, Llorente e Ogbonna alla squadra Campione d'Italia (dunque già ben equipaggiata) è già un ottimo punto di partenza. Mai di arrivo, Conte insegna...

LAZIO 5,5 - Tante, forse troppe scommesse. Biglia, Novaretti, Felipe Anderson, Berisha e Perea. Vero che la Lazio ci ha abituati a vincere spesso, ma questa volta la quota è davvero alta. Biglia e Novaretti hanno già mostrato le loro qualità nelle prime uscite e diciamo che non hanno sbalordito (eufemismo). La squadra, ad oggi, si regge sulle solite colonne, in particolare Candreva, Hernanes e Klose, che però non possono cantare e portare la croce. Mancano gli acquisti giusti che avrebbero consentito di fare il salto di qualità.

LIVORNO 6 - Nel suo “piccolo”, comunque un mercato prestigioso. Emeghara era ambito da mezza Serie A, Greco è un giocatore da Champions, Biagianti ha un po' perso l'abbrivio di recente ma nelle sessioni precedenti è sempre stato su taccuini importanti, Coda pure. Son giocatori da rilanciare, vero, ma nell'ambiente giusto e con gli stimoli adeguati possono anche “ritrovarsi”. Livorno potrebbe essere proprio quell'ambiente, quello, ad esempio, che ha lanciato Duncan, probabilmente il miglior “riacquisto” dei toscani.

MILAN 7
- Con gli arrivi di Kakà (pure fosse all'80%) e Matri (lui al 100% sicuro) il Milan è più forte? Difficile dire di no. E' esattamente quello che serviva alla squadra di Allegri? Probabilmente no. Il migliore dei mercati possibili avrebbe previsto l'arrivo di un difensore anche alla Thiago Silva prima maniera (nel senso di un giovane sul quale scommettere, ma che desse maggiori garanzie di Silvestre) e di un centrocampista dai piedi buoni in grado di alzare il livello tecnico a centrocampo e dare una mano a Montolivo nella costruzione della manovra (anche un Lodi, ad esempio). Poli è un ottimo acquisto, ma non è quel tipo di giocatore. Il voto incorpora naturalmente un legittimo dubbio sulle condizioni di Kakà: chiaro che se Riccardino dovesse volare, allora le ambizioni del Milan farebbero un salto. Triplo.

NAPOLI 9 - La campagna acquisti partenopea sarebbe stata da 10 con l'arrivo di un difensore alla Skertl, in grado di aggiungere esperienza al pacchetto arretrato. Senza, ma con Higuain, Callejon, Albiol e Reina, ci attestiamo sul 9,5. In attesa di fare la conoscenza di Mertens e Zapata.  Detto questo, il giudizio complessivo, però, non  può prescindere dalla cessione di Cavani, trascinatore del Napoli delle ultime stagioni. Al momento, la squadra non sembra risentirne e, anzi, Hamsik sembra addirittura rinfrancato dall'addio del bomber uruguaiano. Così come quest'anno potrebbe essere davvero quello della consacrazione per il gioiellino Insigne. Sensazioni da verificare nel corso della stagione.

PARMA 6,5 - Cassano, Gargano e poco altro. Tuttavia, sulla carta, cassanate permettendo, è comunque un lusso. La conferma di Valdes e Biabiany ha fatto il resto. Forse, scavando oltre la superficie, in difesa si poteva fare qualcosina di più per dare ricambi all'altezza a Paletta e Lucarelli. A Felipe, Pedro Mendes e Kone il compito di smentirci. A Donadoni quello di guidare la squadra oltre i proprio limiti. Questa è anche l'occasione (l'ultima), per lui, di far ricredere gli scettici e arricchire il palmares.

ROMA 7 - Le ottime prestazioni contro Livorno e Verona non possono cancellare le partenze di tre pezzi da 90 del calibro di Lamela, Osvaldo e Marquinhos. Cinquanta milioni senza bonus che fanno respirare le casse societarie, certo, ma anche un impoverimento tecnico che gli arrivi di Strootman, Gervinho e Ljajic devono ancora dimostrare di poter sanare. Maicon colma un'annosa lacuna sulla destra, e De Sanctis quella in porta, Benatia però sarà all'altezza di una squadra che, magari senza troppo clamore, punta a essere la sorpresa del campionato?

SAMPDORIA 6
- L'operazione Gabbiadini alza la media e strappa la sufficienza, per il resto si punta al consolidamento e all'esperienza di Delio Rossi. Ci si aspetta anche la crescita di Krsticic e Obiang, ma anche quella dei nuovi arrivi Bjarnason e Regini. Si spera, poi, che Da Costa ripaghi la fiducia accordatagli. Nel complesso, comunque, un mercato austero e razionale, in linea con la filosofia societaria.

SASSUOLO 5,5 - Tanto tuonò che non piovve. Il mercato del Sassuolo ricorda tremendamente quello del Pescara dello scorso anno: tanti acquisti di medio livello, squadra rivoluzionata, rosa che però non sembra avere una logica. I tifosi emiliani sono autorizzati agli scongiuri, ovviamente. Gli arrivi sul gong di Marrone e Floro Flores aumentano sia la qualità che l'esperienza. Così come Zaza e Acerbi, convinti in precedenza dal progetto. Ora tocca a Di Francesco assemblare e non sarà semplice, anche perché la squadra praticamente è stata costruita solo ora, a due mesi dal ritiro...

TORINO 6 - Il gran colpo è la conferma di Cerci, Immobile ed El Kaddouri sono potenziali buoni affari in prospettiva, Bellomo rappresenta il futuro, ma il problema è il presente. Il veto Ultras ha escluso l'arrivo di Maresca, ma a Ventura serviva un giocatore con quelle caratteristiche che, alla fine, però, non è arrivato. Si dovrà fare di necessità virtù, alternando Vives, provando Bellomo, adattando Brighi o chi per lui. Resta il vuoto. Così come in porta sarebbe servito almeno affiancare Padelli, che invece ora si ritrova catapultato titolare. Ultimo dubbio: basta Moretti per rimpiazzare Ogbonna? Ai posteri l'ardua sentenza.

UDINESE 5 - Vale un po' il discorso fatto per il Chievo. Con l'Udinese il voto è sempre sindacabile e altamente soggetto a trasformarsi in una brutta figura. Detto questo, impossibile entusiasmarsi di fronte al mercato friulano. L'eliminazione dall'Europa League ha testimoniato una qualità tutt'altro che eccelsa, sensazione acuita dal “problema” portiere. L'infortunio di Brkic ha costretto la società a correre ai ripari, ma Kelava non è che abbia impressionato. I tifosi bianconeri sperano che si tratti solo di una questione di ambientamento. Ma è anche vero che non si può sempre sperare nei miracoli di San Francesco Guidolin.

VERONA 6,5 - Le neopromosse si sono distinte per un calciomercato frizzante, fatto di tanti acquisti e altrettante cessioni. In questo il Verona vince il campionato: rispetto alle altre, però, i veneti hanno puntato sull'esperienza di gente di categoria come Toni e Donati e inserito gli altri su una intelaiatura che, comunque, sembra reggere al passaggio di serie. Non si può dire che a Mandorlini manchino le alternative, anzi, dovrà esser bravo a non andare in confusione. Esotica ed intrigante la scommessa Iturbe.

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