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L'argentino, convocato per la trasferta di Livorno, non scladerà soltanto la panchina. Vilas Boas e Baldini pregano che non si rompa. Lui cercherà di dire addio con il 20esimo goal

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Rudi Garcia è come un fidanzato già scaricato, che vuole provare l'emozione dell'ultimo bacio, pur sapendo che sarà davvero l'ultimo, senza ritorni di fiamma. Lo aveva detto: "Mi sarei tenuti tutti i giocatori che avevo in rosa, ma mi fido della società". E in quei tutti, spicca anche e soprattutto Erik Lamela, ormai già con la testa a White Hart Lane, ma che invece questa sera (convocato per la prima di A) farà la sua ultima apparizione con la magia della Roma al Picchi di Livorno.

Ma perchè mettere in campo un giocatore demotivato? Perchè sopratutto prenderso quel piccolo ma reale rischio che si possa infortunare? 35 milioni non sono pochi, ma Garcia fa l'allenatore e non il ds e quindi, farà giocare chi è ancora sotto contratto. Vedi Borriello, che Sabatini non vede l'ora di scaricare e che Garcia potrebbe far giocare al posto di un Gervinho ancora in precaria fortma fisica.

Senza Strootman ecco quindi che Lamela potrebbe non solo scaldare la panchina ma essere decisivo, per l'ultima volta, in quella che per due anni è stata la sua squadra e magari chissà, festeggiare l'addio con il goal numero 20 su 70 presenze con la maglia della Lupa.

Poi, da stasera alle 22,30 si penserà al futuro. Londra, le visite mediche di rito già dopodomani, quel quinquennale da quasi 5 milioni l'anno e un posto da titolarissimo nel Tottenham di Vilas Boas. Premier League, Europa League, poi il Mundial. La vita calcistica (romana) del 21 enne argentino finirà oggi, ma il futuro promette ancora tanto.

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