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ESCLUSIVA - Il club rossonero nell'ultima settimana di mercato parlerà con i campioni di Francia, e non solo per il difensore centrale: sul tavolo il 'Pocho' e Javier Pastore.

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Adriano Galliani non è tipo da star fermo, soprattutto dopo il Ferragosto. Tra le piste parallele tenute in piedi che esulano dal discorso Honda con il CSKA Mosca, il massimo dirigente del Milan cerca di tenere a bada il mercato con l'obiettivo di spuntare un'occasionissima che possa rientrare negli attuali parametri finanziari dei rossoneri fissati dalla famiglia Berlusconi.

Una delle linee calde resta quella con Parigi, e non solo per il chiacchierato Sakho, giocatore comunque che al Milan piace da tempo e che forse sarebbe particolarmente utile per caratteristiche e prospettive.

L'idea che è nata e dovrebbe concretizzarsi nella settimana ventura è quella di fissare un summit con Jean Claude Blanc a Parigi, perché i rossoneri nelle scorse ore hanno chiesto informazioni su Ezequiel Lavezzi (Niang resta comunque in uscita formula prestito o comproprietà, Pazzini se va bene rientrerà a novembre) irritando non poco l'entourage dell'Inter che si sentì rispondere picche a inizio sessione di mercato.

Non è infatti un segreto che l'argentino fosse insieme a Sanchez il desiderio numero uno del tecnico toscano che avrebbe anche fatto volentieri a meno, nell'immediato di uno tra Belfodil e Icardi. Il Milan proverà a parlarne consapevole che Lavezzi gradirebbe Milano e il ritorno nel calcio italiano, fatto noto da tempo negli ambienti degli addetti ai lavori italiani: prestito con riscatto obbligatorio, questa è la pista che proveranno a sondare i rossoneri.

Chance non così minime (il PSG con Cavani e Ibrahimovic cerca almeno un grande esterno offensivo, ecco perché si parla insistentemente di Nani e Di Maria), ma neppure superiori al 20%, si dovesse fare un'ipotesi realistica.

Infine sul taccuino c'è sempre Javier Pastore, forse il meno gradito tatticamente ad Allegri eppure uno dei preferiti da sempre della dirigenza del Diavolo, soprattutto della "corrente Braida": non paiono esistere margini, a meno che Honda non diventi una telenovela senza lieto fine, sempre però con un'offerta "creativa" che il Milan possa assorbire negli anni e non nell'immediato.

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