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ESCLUSIVA - Se l'attaccante bianconero sogna il suo vecchio Milan, anche il suo ex tecnico Allegri farebbe carte false per riaverlo con sè. Ma la Juve preferisce i soldi del Napoli

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Le vecchie amicizie non si dimenticano. Anzi, nel limite del possibile, si coltivano. Senza secondi fini. Regola di vita, forse banale e che, evidentemente, trova terreno fertile nella recente telefonata consumata sull’asse Galliani-Marotta. Dirigenti importanti, rapporto ottimo, entrambi lombardi, ambedue vincenti, rispettati al cubo da un mondo che, solitamente, non fa della riconoscenza il proprio “credo”.
 
Nel milanese, si sa, scrutano sempre con attenzione l’evolversi della situazione riguardante Alessandro Matri. La Juventus – tecnicamente – lo avrebbe già venduto al Napoli, operazione in piena balìa delle onde del calciomercato. Il giocatore nicchia, valuta attentamente tutte le componenti e, soprattutto, attende le mosse del Milan.

Il 29enne di Sant’Angelo Lodigiano è da sempre molto legato a quel club che, nel lontano maggio 2003, lo ha fatto debuttare nella massima serie in un match contro il Piacenza. Dal 1996 al 2004, infatti, il ‘Mitra’ ha avuto l’opportunità di vestire la prestigiosa casacca rossonera, svezzando il proprio potenziale, spiccando il volo avvalendosi della cosiddetta “gavetta”. Prato, Lumezzane e Rimini, tappe fondamentali per arrivare al Cagliari, piazza in cui è riuscito a decollare anche grazie agli insegnamenti di Massimiliano Allegri.

Ecco, l’allenatore toscano, nonché colui che farebbe carte false pur di riabbracciare il proprio pallino. Durante la scorsa sessione estiva, prima che andasse in porto lo scambio Pazzini-Cassano con l’Inter, il tecnico livornese aveva provato il colpo gobbo, convincendo i suoi superiori a riportare il figliol prodigo in terra meneghina. Non se n’è fatto nulla e, dal momento che l’argomento è assai spinoso, anche in questo caso pronosticare il finale è particolarmente complesso.

A Milano, però, tenteranno una nuova offensiva. A maggior ragione in caso di qualificazione alla fase a gironi della Champions League. D’altronde, conferenze stampa alla mano, il mister toscano è stato chiaro: vuole una punta e, soprattutto, chiede espressamente un calciatore con le caratteristiche, appunto, del bomber juventino. Pazzini, l’infortunato di lusso, rientrerà a pieno regime solamente a ottobre e, questa mancanza, dev’essere necessariamente colmata.
 
L’a.d. di Madama, Beppe Marotta, non vuole fare sconti, così come non vuole minimamente rinforzare una diretta concorrente. In corso Galileo Ferraris continuano a sperare nell’esito positivo del dialogo imbastito con il club di Aurelio De Laurentiis e, solamente ad operazione definitivamente sfumata, inizierebbero a prendere in considerazione ipotesi alternative. D’altronde, vedi i 12 milioni concordati con la truppa azzurra, l’offerta giunta nel torinese è di assoluto rilievo, impareggiabile per Galliani e soci, i quali ancora una volta avrebbero messo sul piatto una richiesta di prestito con diritto di riscatto. Formula che tra i campioni d’Italia riscontra solamente pareri negativi.

Un altro chiacchiericcio, in questo momento non confermato dagli ambienti sabaudi, è quello legato a un possibile coinvolgimento nella vicenda di Giampaolo Pazzini. Tutti sanno, infatti, come il centravanti di Pescia sia benvisto dalla coppia Marotta-Paratici. Un triangolo sfociato, complice l’ottimo operato di Gigi Del Neri, nel raggiungimento del famoso quarto posto con la Sampdoria nella stagione 2009-2010. Il vero biglietto da visita con cui si sono presentati gli attuali due dirigenti zebrati alla corte di Madama.

Quest’idea, sempre secondo quanto raccolto da Goal Italia, non sembrerebbe entusiasmare la truppa zebrata. Sotto la Mole hanno deciso di puntare fortemente su Tevez, Vucinic, Llorente e Giovinco e, in caso di doppia partenza targata Matri-Quagliarella, il quinto posto verosimilmente verrebbe assegnato a un giovane dalle belle speranze.
 
In conclusione. Il Milan studia come ingolosire la Vecchia Signora e, la telefonata tra Galliani e Marotta la si può tranquillamente etichettare come esplorativa. Senza sottovalutare lo sfondo di marca partenopea: A.A.A risposte cercasi (e in tempi rapidi).

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