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ESCLUSIVA - La dirigenza bianconera sta pensando al giocatore dell'Atalanta. Ma per non spendere tanto denaro liquido vorrebbe inserire delle contropartite tecniche.

Filo diretto. Juventus e Atalanta, si sa, negli ultimi tempi hanno dato vita a una serie di movimenti che hanno visto sorridere le casse atalantine. Per Federico Peluso e Simone Padoin, numeri alla mano, Madama ha speso quasi 10 milioni. Cifra corposa sapientemente incassata dalla famiglia Percassi.
 
Bergamo. Piazza sana da sempre alle prese con la valorizzazione del proprio patrimonio tecnico, con tanto di prodotti ottimizzati attraverso cessioni maestose. E tra queste, in maniera non del tutto sorprendente, potrebbe aggiungersi anche quella di Giacomo – Jack – Bonaventura.

Marchigiano di San Severino, nato il 22 agosto del 1989, nasce calcisticamente nelle fila del San Francesco Cingoli. Successivamente veste le casacche di Settempeda, Tolentino e Margine Coperta, quest’ultima società satellite in Toscana della Dea lombarda.

Mino Favini, responsabile del Settore Giovanile nerazzurro, nonché grande scopritore di talenti, lo monitora costantemente per tutta la stagione 2004-2005 e, dopo aver compreso di avere sotto tiro un potenziale crack, decide di portarlo a Zingonia, dove i diamanti vengono trattati con delicatezza e particolare cura.

La mossa, tanto per cambiare, si rivela vincente. Bonaventura cresce e conquista il primo gettone nella massima serie entrando nel corso di un match casalingo contro il Livorno nel maggio 2008. Dopodiché, nel mercato di riparazione del 2009, passa con la formula del prestito al Pergocrema, realizzando una rete in quattro presenze complessive conseguite.

In quel di Padova, dove approda nel gennaio del 2010, fornisce un contributo proficuo alla causa: salvezza in B e tanti attestati di stima. E proprio da qui in poi è un progressivo crescendo. Il club bergamasco gli rinnova il contratto e, complice un apporto da esterno di centrocampo degno di nota, Jack si ritaglia il suo spazio diventando, passo dopo passo, fondamentale negli schemi attuati da Stefano Colantuono.
 
Bonaventura, grazie alla sua grande duttilità, sposa nel migliore dei modi più situazioni offensive. Caratteristiche che hanno convinto, seppur parzialmente, anche il Commissario Tecnico della Nazionale maggiore, Cesare Prandelli.

In occasione dell’amichevole vinta per 4-0 conto San Marino, infatti, Jack è riuscito a giocare (con grande intensità) ben 50’. Un esordio in bello stile e che fa capire come il 23enne marchigiano sia in piena rampa di lancio.
 
La Juventus, e qui veniamo al nocciolo della questione, nelle ultime settimane avrebbe chiesto informazioni a Pierpaolo Marino. Il factotum dei bergamaschi, nonché grande amico di Beppe Marotta, avrebbe spiegato ai bianconeri come in Lombardia, perlomeno in questo momento, abbiano l’intenzione di incentivare ulteriormente il proprio prodotto. Tuttavia, a detta dei bene informati, sembra che sulla base di 12 milioni il discorso potrebbe stuzzicare le fantasie orobiche.

I torinesi stanno valutando attentamente la situazione. La cessione di Giaccherini, indubbiamente, ha lasciato un vuoto tattico da colmare. Ma in corso Galileo Ferraris non vogliono fare follie economiche e, in un contesto simile, esisterebbe la concreta opportunità di mettere sul piatto due carte particolarmente apprezzate nel bergamasco: Luca Marrone e Simone Padoin.

Senza contare che potrebbe essere avviato, in virtù degli ottimi rapporti, un dialogo sulla base della compartecipazione. Situazione in fase embrionale, è vero, ma da monitorare. Con una certezza alla base: Bonaventura gode della stima contiana.

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